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Come il settore logistico può abbracciare la Digital Disruption

Leonardo La Polla,

Come il settore logistico può abbracciare la Digital Disruption

Abbracciare o lasciarsi schiacciare dal cambiamento tecnologico? Perché questo è il concetto intrinseco alla Digital Disruption. Letteralmente la definizione traduce “sconvolgimento digitale” per intendere la bufera tecnologica cui stiamo assistendo da anni, e che in questi tempi si sta abbattendo sulle aziende spazzando via vecchi sistemi per far posto a soluzioni intelligenti. Soluzioni che proprio il settore logistico – ancora poco digitalizzato, appesantito da infrastrutture attempate e da processi manuali inefficienti – fa fatica a introdurre.

 

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Non ci sono scuse per non mettersi al pari delle aziende più agili e tecnologicamente più avanzate, e quindi reagire con proattività al progresso. Prima di tutto perché la tecnologia è sempre più accessibile a costi abbordabili e soluzioni diverse. E poi perché la ragione della necessaria reattività digitale è piuttosto evidente: le persone amano muoversi in Rete, connessi dalla mattina alla sera acquistano sempre di più sul Web. Il commercio in rete, anch’esso sempre più diffuso, funziona solo se soddisfa appieno questi nuovi comportamenti d’acquisto, integrando tra loro online e offline, due realtà che devono essere sincronizzate per offrire una visione d’insieme di ordini, magazzino, merce disponibile ecc. L’urgenza logistica è proprio quella di offrire servizi aggiornati, rapidi e sicuri.

La Digital Disruption irrompe cambiando tutta la gestione impresa perché ne semplifica i processi, automatizza attività e procedure affidandole all’Intelligenza Artificiale e collega tra loro settori e reparti attivando nuove connessioni e sinergie.

Cosa guadagna l’azienda che trasforma il settore logistico abbracciando la Digital Disruption? I benefici sono molteplici ed evidenti: nuovi modelli di business più competitivi e all’altezza di big player e start up già digitalizzate; ottimizzazione dei processi logistici e di quelli afferenti al marketing, al commerciale, all’amministrazione e contabilità; un elevato risparmio di denaro, tempo e personale; collaborazione e condivisione in tempo reale di dati e informazioni utili, se non prioritari, per tracciare ogni nodo della filiera distributiva, punti di accesso ai canali di ricerca e vendita, preferenze dei clienti e nuove trend da dare in pasto a marketing e commerciale.

Come la Digital Disruption può rivoluzionare il settore logistico

La logistica è una delle principali aorte della Supply Chain. Ostruirne il flusso significa rallentare tutto il meccanismo della distribuzione. Può un’azienda rischiare di perdere clienti per l’incapacità di sostenere i ritmi calzanti di internet e dei nuovi consumatori digitalizzati? Chi vende online ha tutto da guadagnare nell’investimento digitale, dal superamento di quelle inefficienze operative che creano rallentamenti, all’abbattimento di costi e consumi energetici, a un migliore impatto ambientale. Capacitarsi di come la Digital Disruption possa cambiare l’organismo logistico dal suo interno è un passaggio piuttosto semplice e intuitivo. Basti pensare all’automazione dei flussi di lavoro e alle consegne rapide e tracciabili ovunque nel mondo che si servono di droni e di mezzi a guida autonoma; alla possibilità di tracciare real-time ogni anello della filiera con l’IoT (Internet of Things), ovvero collegando in rete dispositivi anche indossabili, impianti, apparecchiature, macchinari che inviano dati da monitorare e analizzare da remoto; alla sempre maggiore diffusione della sharing economy, che permette all’azienda di connettersi ai siti di spedizioni per richiedere la consegna della merce in una località di transito lungo il percorso programmato da un driver reclutato online. Le variabili sono infinite e offrono davvero miriadi di soluzione molto più rapide e convenienti.

Meno scontato per molte aziende è ancora il processo di metamorfosi da intraprendere per mettere tutto questo nero su bianco. Un processo che ovviamente, in prima istanza, richiede un’analisi precisa dei traguardi da raggiungere in vista dei profitti attesi. Esaminare i propri obiettivi è dunque un passaggio fondamentale per l’azienda che vuole risanare la logistica.

Da un punto di vista tecnologico, le piattaforme digitali basate su Cloud sono la soluzione più efficiente ed economica per accedere all’intero “pacchetto” tecnologico, perché offrono sistemi aperti all’integrazione, alla comunicazione e alla collaborazione interna ed esterna all’azienda. 

Lo Smart Working per facilitare le operazioni

Lo Smart Working è un approccio sia culturale sia pratico a un nuovo modo di lavorare ormai svincolato dalle categorie fisiche di spazio e tempo. Che cosa significa Smart Working? Letteralmente “lavoro agile”, sostanzialmente tutto ciò che è inerente l’azienda e i suoi meccanismi. Possiamo riassumere i principali vantaggi dello Smart Working per la logistica in questi tre punti:

  • automazione delle operazioni logistiche (per es: distribuzione, immagazzinaggio, prelievo e imballaggio) con il supporto di piattaforme digitali e strumenti di Business Intelligence, tra i quali IoT, robotica, Intelligenza artificiale, realtà aumentata, Blockchain;
  • nuove opportunità di condivisione e collaborazione da remoto all’interno di piattaforme collaborative;
  • analisi e condivisione dei dati provenienti da diverse fonti, per monitorare e ottimizzare i processi aziendali.

I portali per la Smart Collaboration

Ovvia derivazione dello Smart Working è l’implementazione di portali progettati per la Smart Collaboration. Piattaforme che permettono la connessione tra sistemi prima d’ora costretti in silos, e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella catena di distribuzione.

I portali per la Smart Collaboration integrano tool e funzioni per automatizzare operazioni logistiche; aggregare dati all’interno di un unico database; condividere in tempo reale informazioni, documenti e dati (fatture, ordini, inventari, consegne ecc.); sincronizzare dimensione fisica e virtuale a favore della collaborazione tra azienda e clienti, e in seno all’impresa tra reparti e dipendenti.

Un portale accessibile da ogni dispositivo e da App concentra tutto in un unico ambiente per mantenere pieno controllo e visibilità sull’intero processo di distribuzione. Immagina la possibilità di accedere da App per sapere a che punto è la consegna della merce o per gestire ordini e pagamenti. Anche per il cliente il portale, in front-end, è un unico punto di accesso a uno spazio digitale dove consultare informazioni, ordinare prodotti, eseguire transazioni e richiedere assistenza online.

Ma il concetto di Smart Collaboration è ben più esteso e ruota a 360 ° per fornire una collaborazione ad ampio spettro. Cliente e dipendente sono al centro di questa nuova prospettiva della collaborazione agile. Il dipendente, con una rinnovata immagine del sé produttivo, incentivato alla proattività perché finalmente sgravato da procedure ripetitive, affidate all’operatività del Machine Learning. Valorizzare le risorse umane è uno dei maggiori vantaggi intrinseci alla Digital Disruption, infatti, che restituisce alla plasticità del cervello l’incarico di dar vita a nuovi progetti attingendo a intuito, sapere, creatività ed emozioni.

Per quanto riguarda il cliente, invece, non è solo questione di rendergli facile l’accesso alla sua pagina personale con il resume delle informazioni su operazioni e attività. Una delle forme di Smart Collaboration più proficue – e che le aziende dovrebbero imparare a sfruttare – è l’attività di testing. Chi più del cliente può raccontare l’esperienza con un prodotto o un servizio? Il risultato ha un potenziale davvero enorme, se si pensa al ritorno dei preziosi feedback necessari per finalizzare e ottimizzare i processi aziendali.

Business Process Management e Optimization

Detto fatto: scivoliamo dunque nell’ambito dell’ottimizzazione con un approccio siglato BPM ovvero, Business Process Management. Un termine inglese che sta entrando nei settori logistici come modello per individuare quei processi da ottimizzare per guadagnare in efficienza e ridurre investimenti in soldi, tempi e attività.

Un esempio su tutti, ancora quello che riguarda la Customer Experience. Ipotizzando di avere un negozio online accessibile da sito Web e da mobile, l’analisi dei dati inerenti i touchpoints dei clienti svelerà la preferenza tra l’uno e l’altro canale. O ancora, un business che viaggia su due dimensioni parallele –  online e offline (negozio) – dovrà senz’altro sviluppare una strategia omnicanale per integrare tra loro queste due diverse realtà, tenendo conto dei trend effettivi che orientano il percorso d’acquisto dei clienti. Il vantaggio di simili analisi è inimmaginabile, gigantesco, e impatta anche sulla logistica e sulla Supply Chain. Perché il cliente può scegliere di ordinare, acquistare e ritirare il suo prodotto sia online che offline. Monitorare le sue azioni, raccogliere e analizzare dati permette di fare previsioni, ottimizzare operazioni logistiche e correggere quegli errori di valutazione che rappresentano veri e propri sprechi.


Come abbracciare la Digital Disruption? La resistenza al nuovo è una primo muro da abbattere. Vero è che smantellare sistemi preesistenti può incutere un certo timore, ma vie alternative all’inclusione non ce ne sono: l’appuntamento con la digitalizzazione è improrogabile, se si vuol restare in piedi. Inizia da qui, scarica l’eBook gratuito Digitalizzare i processi con lo Smart Working”.

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