<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1267344923293614&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Blog

Quali sono le novità previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 nel 2020

Leonardo La Polla

Leonardo La Polla, 27 febbraio 2020 | Product Lifecycle Management

Punta di diamante dell’economia italiana è da sempre l’industria manifatturiera. Il Piano Nazionale Impresa 4.0 – evoluzione del Piano Industria 4.0 – con le novità 2020 punta a rilanciare questo settore attraverso misure che incentivano l’innovazione digitale delle piccole e medie imprese. Un obiettivo non soltanto perseguibile, ma anche di pubblico interesse.

Vuoi scoprire di più sulla digitalizzazione dei processi aziendali? Scarica il nostro ebook!

La quarta rivoluzione industriale è ormai un dato di fatto di cui bisogna prendere atto. Le aziende italiane non sono ancora entrate nella lista dei virtuosi per quanto riguarda la digitalizzazione. Le ragioni sono diverse e fra queste probabilmente una mentalità che fatica a uscire dalla zona di comfort, una politica fino a ieri poco incentivante e disinformazione. Ma questi fattori, uniti alle criticità del Paese, rischiano di tagliare fuori dal mercato le imprese meno competitive.

Per quanto riguarda gli incentivi siamo finalmente entrati in un’epoca che mette al centro la trasformazione digitale, che si apre in prima battuta con il Piano Nazionale Industria 4.0 (2017-2020), varato per rilanciare la produttività delle piccole e medie imprese italiane con misure concrete per l’innovazione digitale.

Non da ultimo, la Legge di Bilancio 2020 rafforza il proposito con interventi ancora più mirati, sempre più centrati sulla logica 4.0, per agevolare gli investimenti nella tecnologia digitale con incentivi e benefici fiscali.

Prima di entrare nel dettaglio delle novità introdotte dal Piano Nazionale Impresa 4.0, vediamo cos’è e perchè nasce il Piano Industria 4.0.

Cosa prevede il Piano Industria 4.0?

Con il Piano Nazionale Industria 4.0 (2017-2020), in sintesi, il Governo vara le prime misure per agevolare l’innovazione delle imprese, alla luce di un contesto socio-economico sempre più dominato dalla digitalizzazione.
Al centro dei provvedimenti presi dal Governo, quindi, le misure incentivanti la trasformazione digitale in un’ottica orientata al progresso e allo sviluppo tecnologico.

Chiari gli intenti e gli obiettivi: in primis semplificare l’accesso alle misure previste che le aziende possono attivare senza alcun vincolo e in modo automatico, bypassando bandi e sportelli.

Ogni impresa di ogni dimensione, settore e territorio può crescere e innovare in un assetto aziendale più competitivo, realizzabile attraverso un più semplice accesso al credito, attraverso benefici e agevolazioni fiscali.

Le linee guida del Piano Nazionale Industria 4.0 espongono in modo sintetico punti cardine e direttrici strategiche: operare in una logica di neutralità tecnologica dando a tutti gli stessi strumenti, intervenendo con azioni non limitate da verticalità o settorialità, ma soprattutto prendendo iniziative concrete e abilitanti la digitalizzazione.

Tra le direttrici strategiche, i fattori determinanti il cambiamento di mentalità riguardano gli incentivi per l’investimento privato nelle infrastrutture di rete e nelle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, l’incremento delle spese a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, la sicurezza e protezione dei dati.

Non da ultimo, fra le misure varate dal Governo anche quella per garantire la formazione costante e mirata a favore della conoscenza delle tecnologie Industria 4.0, a garanzia della governance pubblico-privata per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Quali sono le novità del Piano Nazionale Impresa 4.0?

Come accennato, il Piano Nazionale Impresa 4.0 – evoluzione del Piano Industria 4.0 – porta con sé importanti novità stabilite dalla Legge di Bilancio 2020 con l’obiettivo di accompagnare le piccole e medie imprese italiane nel loro viaggio verso la trasformazione digitale.

Bonus Beni Strumentali (“Nuova Sabatini”)

La manovra 2020 stanzia 540 milioni per chi usufruisce del bonus Beni Strumentali, la misura presa dal Ministero dello Sviluppo Economico per facilitare l’accesso delle imprese al credito, agevolando gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali.

La Nuova Sabatini punta anche a rafforzare gli investimenti 4.0 nel Mezzogiorno

Per sostenere l’innovazione di micro e piccole imprese nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), la maggiorazione del contributo statale sale dal 30 al 100 per cento, nel limite complessivo di 60 milioni di euro di cui 15 milioni destinati ai macchinari impiegati in processi produttivi a basso impatto ambientale, per migliorare l’eco-sostenibilità di prodotti e processi produttivi.

Credito d’Imposta Beni Strumentali al posto di Iperammortamento e Superammortamento

Altra novità del 2020 del Piano Nazionale Impresa 4.0: il nuovo credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali sostituisce Iperammortamento e Superammortamento, e prevede una percentuale agevolativa diversa a seconda del tipo di investimento:

  • l’iperammortamento viene sostituito da un credito d’imposta per l’acquisto di macchinari innovativi relativi a Industria 4.0 con due parametri di agevolazione:
    - 40% della spesa per investimenti fino a 2,5 milioni
    - 20% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni
  • gli investimenti in servizi e software digitali possono usufruire del Credito d’Imposta al 15% del costo, per una soglia massima di 700.000 euro
  • il Credito d’Imposta sostituisce il Super Ammortamento per gli investimenti in beni strumentali pari al 6% del costo, e per una cifra massima di 2 milioni euro.

Nuovo credito di imposta per l’innovazione tecnologica

Il Piano Nazionale Impresa 4.0 apporta altre modifiche nella Manovra 2020: il credito d’imposta per investimenti in attività di innovazione tecnologica finalizzate alla produzione.
In sostanza, il credito d’imposta riconosce il 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili, entro un limite massimo di 1,5 milioni di euro, a tutte quelle attività di produzione nuove o migliorate, riguardanti beni materiale e immateriali, servizi e processi purché diversi dai pregressi per caratteristiche, capacità tecnologiche, eco-compatibilità, o per altri fattori pertinenti i vari settori produttivi.

Riconfermato il Credito di Imposta Formazione 4.0

La formazione si riconferma una delle priorità del Piano Nazionale Impresa 4.0 che stanzia 150 milioni di euro da applicare al credito d’imposta sulle spese sostenute per la formazione tecnologica e digitale del personale dipendente:

  • riconosciuto in misura pari al 50% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 300.000 euro per le piccole imprese;
  • al 40% nel limite massimo annuale di 250.000 euro per le medie imprese;
  • al 30% nel limite massimo annuale di 250.000 euro per le grandi imprese.

Da dove partire per digitalizzare i processi aziendali nell’Industria 4.0?

Alla luce del quadro delineato dal nuovo Piano Nazionale Impresa 4.0, non resta che abbracciare il cambiamento e intraprendere la strada verso questa importante trasformazione: la digitalizzazione dei processi aziendali.

Non fosse altro perché malgrado le difficoltà l’Italia resta un Paese a vocazione industriale che può ancora puntare sulle piccole e medie imprese manifatturiere per competere su scala globale.

Da dove partire?

Senza dubbio il Piano Nazionale Impresa 4.0 dà una bella spinta in avanti. Per il resto, certamente la trasformazione digitale non avviene con un battito d’ali, bensì parte da una preventiva e necessaria analisi delle condizioni attuali in cui versa la singola azienda. Un’analisi che mette in conto le criticità da risolvere e gli obiettivi da raggiungere.

Si parte da una Roadmap costruita con la supervisione di chi ha le giuste competenze, e che passo passo accompagni l’impresa verso l'introduzione di quelle tecnologie più adatte, in grado di sostenere le attività aziendali con processi intelligenti e ottimizzati.

Restando nel settore manifatturiero, quello che oggi incontra maggiori difficoltà senza un adeguato supporto tecnologico, il punto di partenza è riformulare la strategia di Product Lifecycle Management (PLM) in un’ottica di approccio integrato, quindi in una visione olistica che abbracci dati, persone, software, produzione, marketing, commerciale, per gestire in un unico ambiente e in modo efficiente tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.

Per far questo, però, bisogna dismettere le vecchie infrastrutture, quelle che operano in compartimenti stagni, perché scollegate tra loro, e operare invece con piattaforme dotate di strumenti e tecnologie 4.0, come l’analisi dei dati, l’IoT, il Machine Learning, giusto per fare degli esempi.

Per sfruttare appieno le tecnologie 4.0 in grado di automatizzare i flussi di lavoro, immagazzinare, condividere e utilizzare i dati, nonché di garantire una corretta gestione delle informazioni relative all’intero ciclo di vita del prodotto, è necessario implementare sistemi capaci di dialogare tra loro in un unico ambiente collaborativo, nonché di assicurare maggiore efficienza produttiva e un minor spreco di tempo e costi.

Il Piano Nazionale Impresa 4.0 sostiene piccole, medie e grandi imprese che vogliano investire nella trasformazione digitale, un cambiamento non più rinviabile.

Per sfruttare appieno le agevolazioni disponibili conviene avere le idee chiare sui passi da fare e sulla tecnologia 4.0 più adatta. Trovi tutto in questo eBook “Guida alla digitalizzazione del Product Lifecycle Management” che puoi scaricare subito gratuitamente.

cta- Guida alla digitalizzazione del Product Lifecycle Management

Lascia un commento