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Cube Blog

Qual è il vero ROI della Digital Transformation?

Leonardo La Polla,

Progetto senza titolo (63)

Un tema caldo e attuale è quello della Digital Transformation, che attrae tanto i big player quanto le piccole e medie imprese. Quelle italiane, al pari delle concorrenti straniere, ne soppesano gli evidenti vantaggi, ormai consapevoli di quanto sia impellente un cambio di rotta verso mentalità e tecnologie proprie dello Smart Working, ovvero del lavoro agile.

 

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Malgrado la sua inderogabilità, questo cambiamento rappresenta ancora un salto nel vuoto per tante aziende persuase ma dubbiose sul vero rapporto tra ROI e Digital Transformation, sull'effettivo ritorno economico di un investimento che smantella tutto ciò che è sorpassato, dalle infrastrutture alle abitudini mentali legate al modello di impresa tradizionale.

Perché investire nella Digital Transformation?

Le promesse della Digital Transformation fanno gola a tutti. La digitalizzazione porta con sé tecnologie che trasformano l’intero assetto aziendale. Strumenti come IoT, Cloud, mobile, Intelligenza Artificiale e Machine Learning fruttano un notevole risparmio di tempi e costi, semplificano l’ottimizzazione dei processi e i flussi di lavoro, la comunicazione e la condivisione in tempo reale, ampliano la connettività a favore di nuove opportunità omnicanale.

Le imprese che hanno già cambiato pelle riscontrano vantaggi trasversali e una maggiore produttività: chi ha adottato le piattaforme digitali, ad esempio, registra una maggiore rapidità nella ricerca e condivisione contenuti, dati e informazioni; una comunicazione più fluida tra colleghi e partner esterni.
La catena logistica scorre oliata lungo le sue fasi, dallo stoccaggio all’inventario alla distribuzione. E tutto questo viene monitorato dal software che sincronizza e aggiorna i dati relativi a prodotti, vendite e giacenze.

Eppure, malgrado queste evidenti premesse di un necessario cambio di rotta, ancora oggi molte aziende italiane brancolano nel buio. Soprattutto ai vertici delle piccole e medie imprese, in qualche caso manca quella spinta decisiva alla trasformazione digitale, frenata dalla “paura” del nuovo e dai dubbi su come intraprendere un cambiamento così radicale

Digital Transformation ROI: come misurare il ritorno sull'investimento?

I dubbi sull’effettivo ritorno economico sull’investimento nella digitalizzazione trovano terreno fertile nella paura di fare valutazioni sbagliate, e di avviare progetti che potrebbero deragliare dalle aspettative e dagli investimenti previsti.
Questi dubbi nascono principalmente dall'inesperienza con una metodologia che bisogna innanzitutto conoscere e assorbire nelle sue tante forme, per farle proprie secondo obiettivi prefissati e nuovi paradigmi di metriche da misurare con i giusti KPI, e che non sono metriche tradizionali.

Pertanto ciò che serve è innanzitutto la conoscenza: se non si possiede cultura digitale è complicato distinguere fra le varie tecnologie e inquadrare gli obiettivi.

Uno degli errori di valutazione più frequenti quando si prende in esame il rapporto tra ROI e Digital Transformation, e che scaturisce da una mentalità legata a vecchi modelli di business è quello di centrare l’attenzione su metriche tradizionali che combinano fra loro variabili come periodo di ammortamento, tasso di rendimento interno, analisi di pareggio.

Ci si pone di fronte al risultato ottenuto dal guadagno atteso dall'investimento diviso per il suo costo, senza considerare che la trasformazione digitale non è affatto una scommessa occasionale, quanto piuttosto un processo a lunga scadenza per lo sviluppo di modelli aziendali dai vantaggi visibili e invisibili. Una volta digitalizzati i processi, infatti, la trasformazione e i risparmi sui costi continuano a progredire anche se non direttamente misurabili con metriche abituali.

È per questa ragione che gli investimenti dovrebbero guardare oltre il proprio naso e prendere in esame benefici materiali e immateriali, in progress. Come ad esempio, quelli derivati da un diverso approccio ai consumatori che possono contare su una presenza online solida e costante, con vari punti omnicanale di accesso alla Rete e con i diversi contesti personalizzati a seconda del device.

Ci sono poi da considerare quei guadagni effettivi difficili da catturare con analisi tradizionali, ma sicuramente da considerare al momento di valutare la relazione tra ROI e Digital Transformation. I nuovi strumenti digitali non impattano soltanto sulla logistica e sull’operatività dei flussi di lavoro, ma creano nuovi spazi di condivisione interna ed esterna, tra reparti e con i clienti, attraverso chat, video, social media, discussioni online, che possono essere monitorate e approfondite per migliorare prodotti, servizi e processi. Un’opportunità che consente all'azienda di mettere a punto modalità di lavoro più efficienti, ma anche di scoprire e identificare nuove fonti di guadagno.

Infine, ma il discorso è ben più esteso di questa rapida panoramica sui ritorni effettivi della digitalizzazione, una delle tante opportunità della digitalizzazione è quella di condividere l'ambiente di lavoro anche da remoto, attraverso lo Smart Working, all'interno di piattaforme digitali moderne che sostituiscono la postazione in ufficio, liberando l'azienda dai costi per le sedi fisiche, scrivanie e materiale cartaceo.

Come partire col piede giusto per compiere i primi passi verso la digitalizzazione?

Molte aziende sperimentano l’ansia del cambiamento per una visione poco chiara degli obiettivi: digitalizzare i dati, integrare i touchpoint, aumentare l'efficienza operativa, automatizzare i flussi di lavoro? Alle prese con un processo di innovazione importante potrebbe essere difficile individuare le priorità e stabilire l'equazione ROI Digital Transformation. Per partire col piede giusto, scarica questo eBook gratuito "Digitalizzare i processi con lo Smart Working".

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