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Life In Extra

Cambio di rotta: dopo Abyaneh, è il turno di Isfahan e Shahreza!

Leonardo Paolino,

La scorsa settimana, nel comunicarvi qualche anticipazione relativa al nostro viaggio in Iran, avevo condiviso con voi parte del nostro itinerario che però, una volta arrivati a destinazione, è stato lievemente modificato. Era, infatti, inizialmente previsto che dopo Abyaneh saremmo andati a Shiraz, ma per sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione, domenica ci siamo diretti a Isfahan.

 

Tra soste inaspettate e rallentamenti, siamo arrivati ad Isfahan in tarda serata, verso le 21. La casa dove abbiamo pernottato è tenuta da alcuni amici del nostro accompagnatore. Al suo interno, vi erano alcuni giovani iraniani con i quali abbiamo passato il resto della serata ascoltando musica e ciò ha reso la serata davvero piacevole!

 

Lunedì mattina abbiamo pedalato per la città. Isfahan è una città bellissima. Abbiamo visitato la piazza Naqsh-e jahān (l'espressione Naqsh-e jahān in in lingua persiana viene usata come sinonimo della città di Iṣfahān, considerata da sola bella come metà dell'intero mondo), patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1979, e il palazzo Ali Qapu. Quest'ultimo segna l'ingresso al vasto quartiere residenziale dei sovrani safavidi, che si sviluppa oltre la piazza. La parola Qapu deriva infatti dalla lingua turca e significa "soglia reale". Un altro dei principali monumenti che è possibile ammirare all'interno della piazza Naqsh-e jahān è la Moschea dello Scià, costruita nel 1611 e rinominata in Moschea dell'Imam dopo la rivoluzione iraniana del 1979.

Abbiamo inoltre potuto apprezzare il ponte Sio-o-se Pol ("ponte dei 33 archi"), uno degli undici ponti della città, considerato uno dei più famosi esempi dei ponti costruiti dalla dinastia Safavidi. 

Dopo questo giro per le strade di una delle città più belle al mondo, siamo tornati alla casa dove eravamo ospiti e abbiamo pranzato, in quanto alle 15 circa era prevista la partenza per Shahreza, dove abbiamo iniziato a viaggiare esclusivamente in bici.

In questi giorni ci siamo resi conto di una cosa divertente. Noi italiani non siamo proprio famosi per rispettare gli orari previsti. La riunione delle 9, non inizia prima delle 9.20, l'appuntamento delle 18 può diventare quello delle 18.30... non a caso siamo la patria del "quarto d'ora accademico"! Tuttavia, nella cultura mediorientale il tempo ha ancora un'importanza minore. Per questo motivo, allineare la nostra idea di timing con quella del nostro accompagnatore non è facile! I suoi "5 minuti" possono diventare un'ora e un quarto e la sua mezz'ora può addirittura trasformarsi in un paio d'ore! Inoltre, ad allungare i tempi, influisce anche il tradizionale orgoglio nel portare avanti le trattative in nostra "difesa", perché stranieri, fino a che non si arriva al prezzo considerato più sostenibile. Anche la rete sociale allunga in qualche modo i tempi: Yaghoob conosce, infatti, un sacco di gente e, com'è abitudine fare anche nel nostro paese, soprattutto al sud, una chiacchiera tira l'altra e.... tutto slitta in avanti! Questo a ribadire che, come già vi avevo anticipato, l'Iran ha in comune con l'Italia molto più di quel che ci aspetta.

Arrivati a Shahreza, ci siamo subito cambiati ed abbiamo finalmente iniziato la vera e propria bike adventure! Abbiamo fatto un bellissimo giro, in uno scenario pazzesco, raggiungendo i 2400 metri di altezza. Una volta tornati in paese, Yaghoob aveva organizzato una piacevolissima sorpresa, portandoci in una piscina olimpionica comunale, molto ben tenuta, con tanto di bagno turco e una sauna bellissima. Le persone presenti sono state molto gentili e ospitali, ci hanno preparato delle bevande, dei succhi e degli snack, nonostante fossero le 8 di sera. Ci siamo rilassati e divertiti, davvero un bel momento. Dopo di ciò, siamo andati a cenare in un ristorante dove abbiamo mangiato davvero bene! Altro punto in comune dell'Italia con l'Iran: entrambi i popoli sono foodies e questo si può facilmente notare nella quotidianità che stiamo vivendo in Iran.

Siamo andati a dormire e ci siamo risvegliati con una colazione a dir poco spettacolare. Tantissimi colori, tantissime cose da mangiare molto saporite che ci hanno dato la giusta carica per il tour di 80 km che ci aspettava martedì.

Ma di questo ve ne parlerò più tardi! Continuate a seguirci su Facebook, Instagram e Twitter.

 

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