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Meglio una decisione sbagliata che una non-decisione: intervista a Leonardo Paolino

Antonio Bergero

Antonio Bergero, 29 luglio 2021 | ExtraOrdinary People

Inauguriamo con questa intervista la rubrica “ExtraOrdinary People”, una serie di blog post in cui vi presenteremo le persone che lavorano in Extra Group e che hanno contribuito al successo dell’azienda attraverso un percorso di crescita professionale particolarmente virtuoso.

Non potevamo che partire con un pezzo da novanta: il fondatore di Extra, nonché Presidente del CDA del Gruppo, Leonardo Paolino.

Ci sembrava giusto partire con Leonardo visto che, grazie alla sua visione di quindici anni fa, oggi siamo qui a raccontarvi — e a raccontarci — chi siamo. L’idea di Leonardo, quando ha fondato Extra Group, era quella di creare un’azienda che si differenziasse sul mercato e, ancora oggi, con oltre 110 dipendenti, questo pensiero guida tutte le attività del Gruppo.

Facciamo quattro chiacchiere con Leonardo e ripercorriamo con lui un po’ della sua storia, dove abbiamo scoperto anche alcune “dritte” per giovani informatici e aspiranti imprenditori.

La prima cosa che cogliamo chiacchierando con Leonardo è il suo diverso approccio al percorso professionale e umano:

«Per me è fondamentale trovare un equilibrio tra il lavoro e la vita privata. Ad un certo punto della mia vita ho maturato l’idea che lo spazio per se stessi e per la propria famiglia dovesse essere, nel tempo, inversamente proporzionale alle ore dedicate al lavoro. Oggi sono arrivato così a dedicare all’azienda il 50% del mio tempo. Ciascuno di noi con l’aumento dell’esperienza può — e deve — rappresentare maggior valore in minor tempo: mi viene in mente la barzelletta del meccanico che chiede al suo cliente 1000 euro per un giro di vite. Al cliente, meravigliato della cifra spropositata richiesta per un semplice giro di vite, il meccanico risponde: “il valore sta nel sapere quale vite girare”.

Il progetto che vorrei realizzare è proprio questo, garantire alle nostre persone più senior un maggior tempo da dedicare a se stessi e alla famiglia.»

Veniamo ora alle domande dell’intervista!

Extra Group: Ciao Leonardo, grazie per aver accettato di aprire la nostra rubrica “ExtraOrdinary People”. Dicci subito qual è il tuo ruolo in Extra Group e tre cose su di te che vuoi che tutti sappiano.

Leonardo Paolino: Ho fondato Extra Group nel 2006, un bel po’ di anni fa se ci penso… ma, se mi guardo indietro, vedo tante soddisfazioni; è stato un percorso umano e professionale straordinario. Grazie ad Extra Group sono cresciuto come uomo e come professionista e, oggi, sono Presidente del CDA di Gruppo. Per il resto, posso dirvi tre cose che mi contraddistinguono: mi piacciono le persone che si mettono in gioco e vanno oltre le aspettative; mi appassionano le sfide e provo a coinvolgere i colleghi in un percorso comune; mi piace ascoltare e trarre ispirazione dal punto di vista altrui.

EG: La maggior parte di noi ti conosce per il tuo ruolo in Extra Group ma la tua storia parte da lontano. Qual è il tuo background professionale?

LP:Dopo la maturità classica, mi sono laureato in Informatica a Pisa che all’epoca si chiamava Scienze dell’informazione. Ho iniziato la mia carriera professionale nelle vendite, anziché nell’area tecnica. Non saprei dire se sono caratterizzato da incoerenza costante o da una visione alternativa (ride, NdA). Oggi mi ritengo un discreto conoscitore dei processi di trasformazione digitale oltre che delle dinamiche che regolano le relazioni umane e professionali: con oltre 110 persone che lavorano in Extra Group, ho il mio bel da fare nel gestire problematiche, relazioni, confronti - a volte anche difficili. Ma tutto questo mi fa crescere personalmente.

EG: Ti va di raccontarci brevemente come e, soprattutto, perché è nata Extra Group?

LP: Lavoravo per la Micronix Spa, un importante player informatico toscano: fu una straordinaria scuola di vita e, allo stesso tempo, un percorso, negli ultimi tempi, drammatico perché l’azienda entrò in crisi, nonostante fossimo oltre 300 dipendenti capaci. Eravamo addirittura in procinto di vedere trasformare alcune business unit in Newco, in una delle quali avrei ricoperto il ruolo di AD, quando tutto ci crollò addosso. Ai tempi ero Unit Manager nonché uno degli RSU CGIL, stretto nella morsa di diffidenza tra colleghi e proprietà. Ma ho sempre cercato una mediazione proficua per preservare il nostro posto di lavoro. Finita quella esperienza ne uscii fortificato: ero cresciuto e avevo capito cosa volevo fare; sentivo il bisogno di dare vita ad un percorso mio. Decisi, insomma, che era il tempo di “farmi del male da solo” (ride, NdA) fondando una mia azienda. Sono partito da zero, cercando i primi clienti, partner e assumendo giovani talenti. Il resto della storia è Extra Group.

EG: Sicuramente, da quando è nata Extra Group, avrai osservato molti cambiamenti significativi nel settore ICT…

LP: Moltissimi, ma già nel 2006 quando ho fondato Extra sapevo di non poter competere con le aziende allora presenti sul mercato se non provando a differenziarmi; il web cominciava a rappresentare un’opportunità interessante, e le piattaforme — ma soprattutto la mentalità — Open-Source stavano dando vita ad una straordinaria rivoluzione culturale. Allo stesso tempo, eravamo ancora negli strascichi della crisi informatica di inizio millennio, si era appena esaurita la bolla speculativa della “New Economy” e stava per iniziare la crisi dei mutui subprime che avrebbe devastato l’economia per gli anni successivi… cosa chiedere di più! Abbiamo fatto le nostre scommesse e provato a surfare l’onda dell’innovazione digitale, raccogliendo la stima di aziende di primaria importanza nel panorama internazionale.

EG: C’è una formula particolare dietro a questo successo, oltre alla differenziazione sul mercato?

LP:  Formule magiche non ce ne sono ma, tornando alla prima domanda dell’intervista, posso dire di credere nelle persone e questa non è una frase fatta: se una persona ha talento, studia e si mette in gioco può acquisire una competenza. Questo è uno dei punti cardine di Extra Group, che è un gruppo di persone che lavora con un obiettivo comune, contento di farlo. Mi piace immaginarci come una “bottega digitale” che crea soluzioni di valore basate su primarie piattaforme internazionali come Red Hat, Liferay, HubSpot. Investiamo molto nella formazione e nello sviluppo di competenze su nuove tecnologie, assorbendo un numero importante di persone tramite percorsi di tesi, stage e tirocini.

EG: Si tratta quindi di un’azienda che ama sperimentare… a proposito, se dovessi paragonare Extra Group ad un gruppo musicale, quale sceglieresti?

LP: Direi il Pat Metheny Group, o anche gli Snarky Puppy per i più giovani, un insieme di talentuosi musicisti che, divertendosi, ha creato sonorità innovative e dimostrando che, se gli ingredienti sono buoni, il risultato non può che essere positivo; per l’eccellenza bisogna aggiungere visione strategica, pianificazione e anche un po’ di fortuna. Vedo Extra un po’ così.

EG: Quali sono i piani per il futuro di Extra Group? Puoi farci qualche spoiler?

LP: Sicuramente dovremo continuare a crescere e ad affermarci come partner di riferimento: occorre lavorare su progetti sempre più ambiziosi, puntando a fare della nostra azienda un posto nel quale valga la pena lavorare. La crescita è un po’ un mio pallino: quando guardo i nostri uffici cerco sempre di valutarne la capienza per capire se, tra un mese, ci sarà ancora spazio a sufficienza…

EG: Davvero, come mai?

LP: Sono partito da solo, in quindici metri quadrati a Pisa. Successivamente ci siamo spostati a Pontedera ed è stata una continua crescita negli spazi e nella struttura fino all’avvento del Covid-19 che ha messo in discussione il concetto dei “metri quadri per addetto”.

EG: A proposito di Covid-19 e lavoro: pensi che lo smart working sia arrivato per restare? Come si è adattata Extra Group alla pandemia?

LP: Con Extra Group avevamo adottato lo smart working prima che venisse “imposto” e abbiamo avuto la conferma che lavorare con responsabilità e consapevolezza degli obiettivi, porti in secondo piano l’obbligo di dover stare in ufficio. Lo smart working resterà, almeno per noi, dopo che questo momento difficile sarà passato, anche se riconosciamo che l’interazione fisica genera valore nelle relazioni umane quanto in quelle professionali. Ci impegneremo a creare le condizioni affinché le nostre persone possano lavorare da casa almeno per il 40% del tempo, supportandoli in un bilanciamento lavoro-famiglia che renda loro la vita più semplice.

EG: Dacci tre validissime ragioni per cui una persona dovrebbe venire a lavorare in Extra Group!

LP: Oltre al fatto di investire sulle persone crediamo nella meritocrazia, per necessità e per principio; pur sapendo di essere ben lontani dalla perfezione, ci mettiamo costantemente in discussione ed ascoltiamo, soprattutto ascoltiamo!

EG: E che consiglio daresti a un neolaureato che si approccia al mondo del lavoro?

LP: Gli direi di lavorare per rappresentare un valore per se stesso e per l’azienda, il resto viene di conseguenza. Credo moltissimo nel senso di lealtà e nel rispetto umano, quindi non perdo occasione per stimolare la visione del mondo in funzione di questi parametri.

EG: Grazie Leonardo, hai a disposizione ancora qualche riga per condividere con noi il tuo motto preferito!

LP: Ascolta il punto di vista altrui; se ti convince, fallo tuo, altrimenti segui il tuo percorso. Assumi le tue responsabilità ed accetta il rischio: meglio una decisione sbagliata che una non-decisione.

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