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Indagare sulle infrastrutture informatiche è un "giallo": intervista a Serena Cortopassi

Antonio Bergero

Antonio Bergero, 27 settembre 2021 | ExtraOrdinary People

Continua la nostra rubrica “ExtraOrdinary People”, una serie di blog post in cui vi presenteremo le persone che lavorano in Extra Group e che hanno contribuito al successo dell’azienda attraverso un percorso di crescita professionale particolarmente virtuoso.

Oggi è il turno di Serena Cortopassi, Cloud and Infrastructure Manager per Extra Red: in pratica, Serena si occupa di tutte le infrastrutture di Extra e dei suoi clienti. La sua storia è interessante perché Serena il suo lavoro l’ha imparato "strada facendo", con pazienza e dedizione, arrivando a diventare responsabile del suo team.

Ma scopriamo la sua storia direttamente dalle sue parole.

Extra Group: Ciao Serena, grazie per aver accettato di fare due chiacchiere per la nostra rubrica “ExtraOrdinary People”. Dicci subito qual è il tuo ruolo in Extra Group e tre cose su di te che vuoi che tutti sappiano.

Serena Cortopassi: Sono responsabile dell’Area Sistemi, o come alcuni preferiscono chiamarla,  l’“area infrastrutture e cloud”.

Faccio parte di team di cinque persone e, in pratica, ci occupiamo delle infrastrutture a 360 gradi, dal supporto ai colleghi sulle postazioni di lavoro fino alla gestione e alla manutenzione dei server, sia cloud che fisici, dell’azienda e dei clienti.

Se devo dirvi tre cose su di me… beh, durante il lockdown ho finalmente imparato a cucinare decentemente. Prima lo facevo solo per necessità, con risultati da sei politico (ride). Così ho “spiato” come cucina il mio ragazzo, che è molto bravo, e mi sono specializzata nella cottura delle torte di ogni tipo.

Adoro leggere, ma solo libri “di carta”, niente tablet, nonostante lavori nel settore informatico: sono ancora una delle poche persone persone che usano l’agenda di carta, ci sono affezionata. Come generi, prediligo i romanzi e i gialli  e secondo me, il giallo, ha molto a che fare con il mio lavoro: c’è una cosa che non funziona e tu devi indagare per risolvere il mistero…

Sono tifosissima dell’Inter: l’altra mattina ho comprato il biglietto per Inter-Real Madrid… assisteremo in tribuna alla partita grazie al green pass, non vediamo l’ora! (l'intervista è stata realizzata prima del 15 settembre, NdR).

EG: Qual è il tuo background professionale/accademico?

SC: “Ho iniziato studiando al liceo scientifico-linguistico. Come un po’ tutti i ragazzi di quell’età, non avevo ben chiaro cosa volessi fare da grande: me la cavavo più o meno in tutto, quindi non avevo un tracciato ben stabilito da seguire. Così ho studiato inglese, francese e spagnolo con l’obiettivo di diventare interprete e traduttore. Dopo la maturità ho continuato scegliendo una laurea triennale in Matematica a Pisa. Una scelta che può sembrare strana, dopo aver fatto lingue, ma era una sorta di scommessa con me stessa: Matematica è una facoltà complessa, e stavo puntando in alto. È stato un percorso spinoso ma ce l’ho fatta. Così ho scritto sia la tesi che iniziato il tirocinio come sviluppatrice Java in una piccola azienda di Pisa. Fin quando, finalmente, non sono entrata in Extra! Dopo tutti questi tentativi e percorsi vari, ho trovato la mia vocazione, imparando tutto o quasi da zero perché il mio background non mi aveva preparata per le mansioni che ricopro oggi in Extra.”

EG: Ti va di raccontarci brevemente perché hai scelto di entrare in Extra Group?

SC: Non mi dava soddisfazione fare la sviluppatrice, volevo capire cos’altro aveva da offrire il mondo informatico. Tolto il mondo DEV, (quello da Developer, ovvero, sviluppatore e programmatore) ho trovato un annuncio per un tirocinio come sistemista in Extra e mi sono proposta. Tra i colloqui che avevo superato alla fine ho scelto Extra perché si era creato subito un buon feeling con quello che sarebbe stato il mio responsabile e la cosa era stata reciproca: nonostante avessi ammesso di avere zero conoscenze nell’ambito richiesto, aveva piacere di lavorare con me per le mie soft skills e mi  avrebbe insegnato tutto il necessario. Da lì sono passati quasi 7 anni in Extra Group.

EG: Qual è la parte che ti appassiona di più del tuo lavoro?

SC: Rendere l’infrastruttura programmabile e versionata, per riuscire a replicare velocemente lo stato delle cose e, in generale, tutto ciò che può facilitare i nostri flussi di lavoro e le cose ripetitive.
Ho sempre cercato di prestare attenzione ai software che automatizzano le operazioni per evitare gli errori umani, che restano quelli più frequenti. Cerco di fare in modo che i processi siano accessibili e replicabili da tutti, in modo “agnostico”: l’infrastruttura che utilizziamo non dev’essere “il server di Serena”, tutti devono riuscire a sapere cosa fare, in un processo standardizzato, in modo che anche un nuovo arrivato possa inserirsi velocemente e il tutto funzioni per una squadra, anziché per un singolo. Insomma, credo che, in generale, sia sempre meglio avere un tool per tutto.

EG: Dacci 3 validissime ragioni per cui una persona dovrebbe venire a lavorare in Extra Red!

SC: Direi assolutamente perché si trovano persone appassionate e stimolanti, per la formazione continua e per il riconoscimento dei meriti. In Extra Group c’è una forte scommessa sulle persone, ci si sente incentivati a fare bene. Nel mio caso, dopo soli 3 anni, l’azienda ha creduto in me come responsabile: hanno valutato il caso specifico senza badare alle apparenze, come spesso succede quando vedi scritto negli annunci di lavoro che si cerca personale con “almeno 15 anni di esperienza”. Se un giovane vuole crescere, questo è il posto giusto, se dimostra il suo valore qui ha delle chances.

EG: Grazie Serena, hai a disposizione ancora qualche riga per condividere con noi il tuo motto preferito.

SC: "Backup before think!" Non sarà in inglese perfetto ma rende bene l’idea: prima di fare qualsiasi operazione potenzialmente distruttiva, anche se non lo sembra in apparenza, per me è fondamentale fare sempre un backup. È stato il primo insegnamento del mio mentore durante il tirocinio.

EG: Bene, vediamo se sei fedele al tuo motto: quando è stato il tuo ultimo backup?

SC: Stanotte!

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