Life In Extra

Giorno 12 - Da Sisakht a Koher, passando per le cascate di Margoon

Leonardo Paolino,

life in extra_iran bike trip_monti ZagrosLa mattina del 2 maggio era prevista in agenda una bella scalata, partendo da Sisakht e salendo su verso il monte Dina che raggiunge circa 5000 mt sopra il livello del mare e che rappresenta il più alto dei monti Zagros (la cui altezza media è pari a 3500 mt), fino al passo che separa la regione con quella di Esfahan. Nel pomeriggio, invece, avevamo deciso di rilassarci, raggiungendo in auto le cascate Margoon. Il programma è stato rispettato... anche se con un lieve imprevisto!

La mattina verso le 10 siamo partiti, in sella alle nostre mtb, salendo lungo una strada asfaltata. Era una giornata soleggiata, il che rendeva tutto più semplice.

Eravamo rimasti d'accordo con i ragazzi sulla macchina di appoggio che ci saremmo trovati in cima al passo, a circa 3200 metri di altezza, in modo da poterci cambiare la maglietta e indossare qualcosa di più pesante in vista della discesa che ci aspettava.

Arrivati a destinazione, però, nessuna traccia dell'auto. Con Marco e Angelo decidiamo, quindi, di fare un fuori programma e di allontanarci un po' per scattare qualche foto. Rientrati sull'ipotetico luogo di ritrovo, però, ancora nessuna traccia dell'auto.

Abbiamo scoperto poi che la macchina era arrivata dopo di noi ma, non vedendoci, aveva pensato che fossimo scesi dalla parte opposta, per cui aveva deciso di riscendere. 

 

 

Nell'attesa, per proteggerci dal vento e comunque dall'aria non troppo calda dei 3200 metri, ci siamo sdraiati sull'asfalto al sole... ma ci siamo raffreddati e per giorni ne abbiamo subito i postumi!

Arrivata (finalmente!) la macchina, abbiamo cominciato a scendere, inizialmente lungo l'asfalto ma, dal momento in cui siamo dei mountain bikers e non degli stradisti, abbiamo iniziato a cercare sentieri sterrati che, se non per altro, per gravità ci avrebbero portati fino in paese.

 

 

Giunti a valle, dopo una breve pausa pranzo, ci siamo messi in viaggio verso le famose e meravigliose cascate Margoon.

Le cascate Margoon non risultano imponenti per la potenza dell'acqua che scende lungo la cascata, ma per il fatto che l'acqua, con gli anni, ha scavato dei canali, quasi delle candele all'interno della roccia, attraverso le quali l'acqua scende e poi appare quasi magicamente creando una polverizzazione di acqua. Il nome Margoon, difatti, significa "come un serpente": questo è dovuto proprio al movimento dell'acqua che si muove come un serpente tra le rocce prima di apparire. Davvero molto bello!

 

 

Dopo questa sosta in un posto estremamente suggestivo, ci siamo diretti verso il villaggio di Koher dove, ospiti di una casetta accogliente, ci siamo fermati per la cena e per la notte.

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