Life In Extra

Giorno 14 - Si torna a casa. Grazie Iran

Leonardo Paolino,

Iran Bike Trip_Life in extra

Venerdì 5 è stato di fatto il giorno della partenza.

La mattina abbiamo rimesso in ordine i bagagli, fatto mente locale sulle ore a seguire, sistemato tutto ciò che dovevamo sistemare in vista del rientro in Italia, ma ci siamo lasciati abbastanza tempo a disposizione per fare un ultimo giro in bici, su un circuito alla periferia di Shiraz dove è stato possibile divertirsi ancora un po' in sella alle nostre mountain bike.

In serata, abbiamo raggiunto l'aeroporto internazionale di Teheran, dal quale era previsto il volo di ritorno per l'Italia, tramite un volo interno.

Yaghoob ci ha accompagnato fino a Teheran, dove ad aspettarci davanti al domestic airport di MehrAbad vi era un pulmino con il quale abbiamo raggiunto l'aeroporto internazionale Imam Khomeini. Come da programma, alle 4 di mattina di Sabato 6 Maggio abbiamo preso il nostro volo, per rientrare a casa.

Salutare Yaghoob ha rappresentato un momento di forte nostalgia di quella che è stata l'esperienza che si stava difatti concludendo. Nel giro di poche ore infatti ci saremmo trovati a cambiare drasticamente contesto, tornando in Europa.

Fortunatamente, la scelta di partire e di tornare di sabato ha avuto il grande vantaggio di avere il tempo per ritrovare un pochino di assestamento, trascorrendo del tempo con la mia famiglia, prima di rientrare il lunedì in ufficio.

 

 

Sono un po' malinconico. È la fine di un viaggio, la fine di una bellissima avventura.

Arrivati in Iran, nei primi giorni, ci siamo presi tutti un po' di tempo per conoscerci, sia tra le persone del team partito dall'Italia che con le persone che abbiamo incontrato per la prima volta, all'arrivo. In primis Yaghoob, la nostra guida in mountain bike, ma anche Arash, il nostro film maker che ci ha seguiti per tutta la durata del viaggio in modo da testimoniare la nostra esperienza con contenuti multimediali, e Amin, il giovane ragazzo alla guida dell'automobile che ci ha seguito lungo le varie tappe.

Avevamo aspettative inizialmente diverse e le prime ore ci sono servite per riallinearle. Ciò è stato necessario ai fini di prendere le decisioni insieme con maggior consapevolezza, imparando anche a capire meglio Yaghoob e Amin che ci guidavano in questa avventura.

Durante il nostro soggiorno in Iran, ci siamo scontrati, anzi, direi incontrati con alcune soprese, alcune cose inaspettate. Probabilmente questa è stata la parte migliore del viaggio. Non avere un'agenda definita ci ha dato la possibilità di vivere cose che non ci aspettavamo di vivere. Lungo il tragitto, abbiamo cambiato il percorso, i luoghi da visitare. Abbiamo cambiato i piani, poteva addirittura capitare che lo facessimo più volte nello stesso giorno, ma questa è stata una grande opportunità per andare oltre i tradizionali luoghi turististici. Abbiamo incontrato persone incredibili, abbiamo visto luoghi incredibili, non così facili da visitare se ti trovi in un viaggio turistico organizzato da un'agenzia di viaggi. Abbiamo visitato enormi città, come Teheran, e piccolissimi villaggi persi tra le montagne, come Adoor, dove abbiamo avuto la possibilità di visitare la scuola costituita all'interno di container e di parlare e stare con i bambini che vi si trovavano al suo interno. 

 

 

🇮🇹 Un #primomaggio un po' diverso dal solito. Siamo partiti da #Adoor e, dopo una breve sosta a #Margoon, abbiamo raggiunto la città di #Sisakht. Qui il racconto: https://media.extrasrl.it/lifeinextra/giorno-11-da-adoor-a-margoon.-il-nostro-primo-maggio-in-iran 🇬🇧 A First May a little bit different from usual. We started cycling from Adoor; after a brief stop in Margoon, we reached the city of Sisakht. You'll find the english version of the story as soon as possible! #iran🇮🇷 #iran #cycletour #cyclinglife #cycle #cyclingaddict #cycling #cyclist #bikinglife #biking #bike #nature #mountains #landscape #travelling #traveller #storyteller #storytelling #lifeinextra #iranbiketrip #iranbeauty #1415iran #iranphoto

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Qualcosa che rimarrà per sempre nella mia mente e nel mio cuore, sarà il sorriso delle persone che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino.

Un'altra delle cose di cui mi ricorderò e che ha caratterizzato il tempo che abbiamo trascorso in bici, sarà il suono del clacson. Infatti, il 90% delle persone che provenivano dall'altro senso della strada che percorrevamo, suonavano il loro clacson in segno di saluto, ogni qual volta ci vedevano. Era davvero bello sentire quel suono e alzare la mano per contraccambiare il saluto.

Rimarrà nel mio cuore anche l'ospitalità del popolo iraniano. In realtà, avevo avuto modo di conoscere questa loro caratteristica già nei miei precedenti viaggi in questo paese, ma questo viaggio ne è stata la conferma. Gli iraniani sono persone molto aperte. A volte non hai bisogno nemmeno di chiedere: quando ti trovi a dover cercare qualcosa di cui hai bisogno, stai tranquillo che loro si muoveranno per primi e ti offriranno qualcosa di cui potresti avere bisogno... e non si aspetteranno mai niente in cambio. 

 

Quando siamo stati ospitati in alcune abitazioni private, abbiamo donato loro del denaro, ma il prezzo era bassissimo e la cosa più bella è che i padroni di casa trascorrevano tutto il tempo con noi. Durante la colazione o la cena, o per fumare con noi la hooka (quello che noi in Italia chiamiamo narghilè). Tutti avevano piacere a stare con noi durante il nostro soggiorno, dalle persone anziane fino ai piccolissimi. A volte durante il viaggio, mentre eravamo seduti da qualche parte a riposarci, loro venivano da noi, iniziavano a parlare con i nostri amici iraniani e ci invitavano a prendere un tè in casa loro. L'alto livello di ospitalità degli iraniani è sorprendente, anche per un meridionale come me.  

Ricorderò poi i paesaggi, gli immensi paesaggi. L'iran è un paese davvero grande, con una geografia del territorio che varia molto da zona a zona e che offre paesaggi molto differenti. Siamo passati dall'ammirare enormi montagne a bellissimi laghi. a tanto altro ancora.

 

La cultura iraniana. Anche questa la porterò con me, nei miei ricordi e nel mio cuore. Quando parlo di cultura mi riferisco all'eredità culturale del luogo, ai modi di fare delle persone, alla loro cordialità e al loro modo di essere, alle loro tradizioni, così insite dentro di loro. 

L'ultimo punto su cui mi soffermo sono i bambini. Ho potuto percepire con i miei occhi che l'Iran è un paese molto giovane, con un'età media bassa, differentemente dall'Italia. Ho visto soprattutto nei villaggi, ma anche nelle città, un sacco di bambini e ciò che mi è rimasta impressa è la loro fierezza. A primo impatto potrebbero sembrare restii ad avvicinarsi, non chiedono soldi e in un primo momento non ti danno confidenza e nemmeno ti circondano. I bambini ti guardano, sembrano fieri, pieni di dignità, nonostante la giovane età. Tuttavia, una volta che ti sono vicini, iniziano a sorridere e a chiedere, com'è successo nella scuola di Adoor. Sono molto curiosi, ed anche questa loro curiosità la custodirò nel mio cuore. 

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