Life In Extra

Giorno 8: da Ghale Ghadam a Berjui, ospiti di un piccolo clan Luri

Leonardo Paolino,

Dopo alcuni giorni senza connessione internet, torno a scrivervi.

Venerdì 28 Aprile siamo partiti da Ghale Ghadam, in particolare dalla casa di campagna dove ci eravamo fermati giovedì sera. Abbiamo percorso circa 5 km in salita e una decina di km in discesa, totalmente sull'asfalto, prima di giungere ad un villaggio, dal quale siamo entrati in un percorso interamente sterrato. Un percorso bellissimo, con sali-scendi molto impegnativi che, pur mantenendoci in quota, ci avvicinavano sempre più agli altopiani che scorgevamo sullo sfondo.

 

 

Alla fine di tale percorso su strada sterrata, siamo arrivati in un piccolo villaggio, Sulughun, dove abbiamo deciso di fermarci per riprendere un po' fiato e riunire il gruppo. Dopo pochi minuti, si è avvicinato un giovanissimo ragazzo che, in maniera molto disinvolta, ha cominciato a scambiare delle chiacchiere con Yaghoob la cui maestria nella comunicazione interpersonale, ha invogliato il ragazzo ad invitarci nella sua abitazione per un tè. Si è subito creato un bel clima, tanto che la famiglia del ragazzo ci ha invitato a condividere con loro anche del cibo. Ci è stato offerto del formaggio e del pane, e abbiamo trascorso circa un'ora con loro, rilassandoci e godendoci il momento.

Dopodiché siamo ripartiti e, dopo aver attraversato una zona di campagna, ci siamo ritrovati nei pressi di una strada molto molto larga, una sorta di autostrada non a pedaggio, senza spartitraffico, con salite impressionanti e discese spettacolari.

A fine giornata, abbiamo raggiunto Berjui, il villaggio dove siamo rimasti a dormire. Appena giunti a destinazione, ancora non sapevamo se dormire in tenda o in un appartamento. Ad un tratto, si avvicina una persona del villaggio che ci invita a dormire a casa sua. Una volta giunti nell'abitazione ci siamo però resi conto che, mentre l'uomo era disponibile a ospitarci, le donne di casa non gradivano la nostra presenza quindi abbiamo deciso di trovare un'altra sistemazione.

 

Ci siamo diretti nei pressi di una moschea, dove avremmo potuto montare la tenda. Lì, si è avvicinata a noi un'altra persona che ci ha gentilmente offerto ospitalità.

L'abitazione era molto carina e curata, ed abitata da alcune persone di etnia Lori. Gli appartenenti a questa etnia sono famosi in Iran per il loro essere molto estroversi, e noi ne abbiamo avuto la conferma! A dir la verità, fino ad ora abbiamo sempre trovato persone molto ospitali e pronti ad accoglierci con calore e voglia di stare in compagnia. Anche se non parliamo la stessa lingua delle persone che stiamo incontrando nel nostro cammino, grazie alla traduzione e ai gesti, si sviluppa fin da subito simpatia.

Scopriamo, parlando, che tutta la zona intorno alla casa è di proprietà di una serie di fratelli che lavorano come agricoltori, due dei quali sono ritratti con me nella fotografia sottostante:

 

 

Per cena, insieme a Sara, abbiamo cucinato una zuppa di pasta, condita con pomodori, melanzane, peperoni e cipolle. Eravamo circa 20 persone: con noi i fratelli proprietari del terreno, le mogli e i figli.

È stata una serata davvero piacevole.

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