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Cos'è successo a Google+ e quali sono le conseguenze della sua chiusura

Francesco Pini,

Google+ data breach

La notizia rimbalza da ieri mattina su tutti i giornali: Google chiuderà Google+, il suo Social Network lanciato nel 2011 per contrastare Facebook, a causa di una falla nel sistema di sicurezza dei dati degli utenti.

Google, a quanto riporta il Wall Street Journal, ha deciso di non rivelare la scoperta del bug temendo ripercussioni come quelle che hanno investito Facebook dopo Cambridge Analytica.

Cosa è successo a Google+?

Con il sistema di verifica dell'accesso ai dati degli sviluppatori di app di terze parti Project Strobe, nello scorso marzo Google ha scoperto (e risolto, a quanto riferisce) un bug che consentiva erroneamente a questi sviluppatori l'accesso alle informazioni private di quasi 500.000 utenti: dati quali nome e cognome, indirizzo email, professione, sesso ed età. Secondo dichiarazioni ufficiali di Google, le informazioni potenzialmente esposte non includono altri dati che potrebbero essere stati pubblicati o connessi a Google+ o altri servizi, come post, messaggi, dati di account Google, numeri di telefono o contenuti di G Suite. Una bella grana, se consideriamo anche la particolare attenzione in materia di protezione dati emersa con il GDPR: dopo la multa a Facebook per la cattiva gestione dei dati dei propri utenti, anche Google potrebbe non dormire sonni troppo tranquilli nel prossimo futuro.

[Quanto sai sul GDPR? Vedi di più su "Cosa implica il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati"]

Il bug sembrerebbe essere esistito fin dal 2015. Dalla sua nascita alla sua risoluzione, 438 applicazioni avrebbero potuto utilizzare l'API che consentirebbe l'accesso a tali informazioni, ma al momento non risultano esserci prove che qualcuno ne abbia effettivamente abusato. Google ha infatti affermato di non aver "trovato alcuna prova del fatto che uno sviluppatore fosse a conoscenza di questo errore, o di aver abusato dell'API", e di non aver "trovato alcuna prova del fatto che i dati dei profili siano stati utilizzati in modo improprio". Tuttavia, Google non conosce la portata della violazione dei dati, non potendo quindi confermare quali utenti siano stati interessati da questo errore.

Quali sono le conseguenze del data breach?

Google+ verrà chiuso nell'arco di 10 mesi. Una decisione da tempo nell'aria, considerati anche i dati sul tasso di utilizzo dei propri utenti: Google ha affermato che il 90% delle sessioni utente di Google+ risulta inferiore a 5 secondi.

Ad ogni modo, il colosso dei motori di ricerca ha affermato che punterà su Google+ come rete aziendale, vedendolo "più adatto come prodotto aziendale in cui i colleghi possono impegnarsi in discussioni interne su un social network aziendale sicuro". Il canale enterprise continuerà quindi a funzionare e ad arricchirsi di funzionalità.

Forse in seguito alla violazione subita, Google introdurrà modifiche alla sicurezza e alla privacy, in particolare riguardo l'accesso richiesto delle app: invece di un singolo "sign in with Google", ogni elemento a cui l'app sta richiedendo l'accesso, ad esempio Google Documenti, Google Calendar o Gmail, avrà una sua finestra di dialogo per l'autorizzazione.

Sundar Pichai, CEO di Google, dovrebbe testimoniare davanti al Congresso a novembre, dove sarà probabilmente interrogato dai legislatori degli Stati Uniti sia sulla violazione stessa, sia sulla decisione della società di non rivelarla al pubblico.

Cosa devi sapere a riguardo?

Se i tuoi sforzi di marketing (e di Inbound Marketing) si sono concentrati su Google+, tieni presente che la chiusura si esaurirà nell'arco di un periodo di dieci mesi, completandosi nell'agosto 2019.

I social media sono uno degli strumenti migliori per condividere rapidamente le proprie attività, le proprie news e i propri prodotti al vasto pubblico della rete. Google Plus non ha mai avuto una rilevanza pari a quella di altri social network, ma a seconda del business trattato può comunque fare la sua parte, guidando traffico qualificato sui siti web aziendali.

Considera che, nell'accennata ricostruzione di G+ come rete aziendale, ancora non è chiaro quale sarà il percorso migliore da intraprendere e secondo quali modalità. La società ha dichiarato che informerà i singoli utenti su come scaricare e migrare i propri dati, ma non ha indicato in che modo i profili aziendali saranno interessati. Non ci resta che attendere aggiornamenti direttamente da Google riguardo al futuro di Google+! Nel mentre, puoi leggerti il nostro eBook gratuito e comprendere come inserire efficacemente i social media all'interno di una strategia di Inbound Marketing:

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