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Il futuro della SEO nell’Inbound Marketing

Hossein Moghaddam,

Il futuro della SEO|Inbound Marketing 

Il periodo tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000 ha assistito a un vero e proprio boom di attività basate su internet. Da allora, la SEO è stata utilizzata dagli addetti marketing come una serie di tecniche utili a posizionare le attività più in alto nelle SERP rispetto alla concorrenza e raggiungere così utenti normalmente fuori dalla loro portata. L'evoluzione della SEO ha un ritmo più veloce ogni minuto: sono abbastanza sicuro che dopo aver finito di scrivere questo articolo sarà già cambiata!

Ma quello di cui voglio parlare non è come mettere in pratica le varie tecniche SEO, bensì di come renderla un utile strumento all'interno dell'ecosistema di Inbound Marketing.

 

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SEO: uno degli elementi chiave dell'Inbound Marketing

L'Inbound Marketing è un insieme di attività che hanno lo scopo di attrarre visitatori sul tuo sito web per convertirli in lead e, infine, farli diventare clienti e promotori della tua attività. Quindi Inbound Marketing non è un sinonimo di Content Marketing, di SEO o di Marketing Automation, ma è qualcosa che comprende questi e tanti altri argomenti.

Tutto si basa sulla creazione di contenuti di qualità e sull'individuazione dei modi migliori per promuoverli sul web. Se consideri che Google ad ora elabora in media oltre 40.000 query di ricerca al secondo, puoi ben capire quanto sia importante essere presenti nei risultati di queste ricerche. È qui che entra in gioco la Search Engine Optimization. Tuttavia, possiamo dire che la SEO di oggi è obsoleta per l'uso di domani. E questo ci porta alla necessità di capire cosa succede nei motori di ricerca.

Gli aggiornamenti di Google e gli effetti su SEO e Inbound Marketing

Aggiornamenti di Google

 

Nel corso degli anni, con aggiornamenti come Panda e Penguin, Google ha apportato alcune modifiche mirate a contrastare i Black-hat SEO, coloro che cercano di “imbrogliare” i motori di ricerca provando a posizionarsi senza offrire contenuti di qualità. Le modifiche agli algoritmi di Google degli ultimi mesi, tuttavia, hanno assunto una natura diversa e sembrano indicare uno spostamento più importante nel suo complesso.

Come evidenziato da molti protagonisti del digital marketing, come HubSpot, sebbene keyword e backlink manterranno sempre una certa importanza, pare che in futuro non saranno considerati fattori primari.

Google sta introducendo un nuovo algoritmo per l'indicizzazione mobile e l'ultimo aggiornamento che punta a mostrare risultati di ricerca super personalizzati in base a dispositivo, posizione, intenzioni e comportamento dell'utente. In passato chi voleva fare una ricerca doveva inserire le parole chiave e cercare di interpretare i risultati per trovare quello che stava effettivamente cercando. Ora le query di ricerca si avvicinano sempre di più al linguaggio parlato e i motori di ricerca stanno migliorando nell'interpretazione della volontà di chi pone le domande, fornendo risultati sempre più utili. La cosa ha avuto effetti così repentini che appena dopo l'aggiornamento dell'algoritmo di Google nell'ottobre 2017 era estremamente difficile per i keyword tool associare accuratamente un rank globale alle diverse parole chiave. Come detto prima, la SEO non è irrilevante ed è ancora importante, ma non è l'unico fattore da considerare. Puoi vedere risultati immediati con alcuni sforzi minimi con le basi della SEO.

I Topic Cluster a supporto della SEO

La SEO tradizionale si è basata interamente sulle keyword. Infatti, abbiamo sempre scritto titoli e URL in modo da contenere le parole chiave utilizzate nel testo della pagina.

Nel 2013 assistiamo tuttavia a un grande cambiamento con Hummingbird, il primo aggiornamento di Google dopo Caffeine (2009). L'obiettivo principale del nuovo algoritmo è di migliorare Google nell'interpretazione del linguaggio colloquiale e di comprendere l'intento di una determinata ricerca piuttosto che guardare solo a una serie di parole chiave. Molti professionisti SEO vedono Hummingbird come il passaggio ufficiale del focus di Google dalle parole chiave agli argomenti (topic).

Un ulteriore importante che evidenzia l'attenzione verso i topi si è verificato con l'aggiornamento RankBrain di Google. Lanciato nel 2015, RankBrain è l'algoritmo di apprendimento automatico di Google progettato per comprendere il contesto delle query di ricerca delle persone. Associa ricerche passate con temi simili e richiama più parole chiave e frasi associate alla query di ricerca, al fine di mostrare i risultati più rilevanti per il richiedente.

Ciò significa che ricerche come "Qual è il miglior ristorante vicino a casa mia?" avranno risultati completi sull'argomento, traendo informazioni da recensioni e mappe oltre a quanto collegato alle sole keyword. Questo spostamento è il risultato del cambiamento del comportamento dell'utente.

Google sta ora passando al modello dei Topic Cluster: una singola pagina "pillar" funge da raccoglitore principale di tutti i contenuti inerenti a un argomento generale, mentre tante altre pagine correlate allo stesso argomento (e che ne trattano le diverse sfaccettature) presentano link che rimandano alla pillar e alle altre pagine del Topic Cluster. Questa azione di collegamento segnala ai motori di ricerca che la pagina pillar è un'autorità sull'argomento e, nel tempo, la pagina risulterà sempre più in alto nelle SERP per l'argomento trattato. Il modello di cluster tematico, nella sua essenza, è un modo di organizzare le pagine dei contenuti di un sito utilizzando un'architettura più pulita e ponderata.

SEO e Inbound Marketing | Topic Cluster

Questo cambiamento ha senso, non credi?! Come utente, ti fideresti più di un sito web che tratta nella sua interezza l'argomento che stai cercando oppure ti piacerebbe arrivare su una pagina che è tecnicamente ottimizzata ma che non offre ciò che ti interessa?

Tutto questo alla fine può aiutare le aziende ad apparire affidabili nella loro comunicazione e non solo ad attrarre più visitatori, ma a convertirli in lead!

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