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10 validi motivi per affidarsi a Red Hat OpenShift Container Platform

Davide Costanza

Davide Costanza, 23 novembre 2018 | Red Hat Red Hat Openshift , Container

Rinnovare e innovare i vecchi modelli IT è un passo obbligato, se si vuol progredire nella gestione degli ambienti anche più complessi ed eterogenei. La rivoluzione digitale molto probabilmente ha creato anche nella tua realtà aziendale la necessità di rispondere in modo agile a un business in continua rivoluzione, adottando un approccio nuovo e strumenti innovativi per diventare sempre più efficiente e competitivo sul mercato.

Red Hat OpenShift Container Platform risponde a questo bisogno in modo incisivo con la sua piattaforma applicativa per container, perché sfrutta il pregio della containerizzazione, delle tecnologie come Docker e Kubernetes e perché permette di eseguire applicazioni su varie tipologie di cloud: la piattaforma permette infatti di creare, distribuire e gestire le applicazioni in modo coerente tra infrastrutture ibride cloud e multicloud. Il tutto con un duplice vantaggio: potrai contare su una soluzione moderna con cicli di sviluppo più brevi e costi operativi inferiori.

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In particolare, Red Hat OpenShift Container Platform è ideale per i team di sviluppo, offrendo loro una piattaforma self-service per il provisioning, la creazione e la distribuzione di applicazioni e relativi componenti. Al contempo, rappresenta anche un ottimo investimento per i sistemisti, garantendo loro sicurezza, controllo delle policy e automazione nella gestione delle applicazioni.

Ma vediamo adesso nel dettaglio i 10 benefici di Red Hat OpenShift Container Platform e perché dovresti scegliere questa soluzione!

1. Open Source Standard, per una libertà unica

La piattaforma incorpora sia le Open Containers Initiative (OCI) sia i Docker che Kubernetes oltre ad altre tecnologie open source. Inoltre avrai il vantaggio di non essere vincolato ad un unico fornitore e alle sue scelte tecnologiche.

Red Hat supporta da sempre più standard di sicurezza per soddisfare i suoi clienti e il team tecnico usa la modellazione OpenSCAP e ha accesso alle definizioni di patch OVAL.

2. Provisioning self-service, per risparmiare tempo

Il provisioning self-service è una caratteristica che consente agli sviluppatori di creare in autonomia applicazioni on-demand in modo semplice e veloce senza avere la necessità di coinvolgere il team operativo. Non è poca cosa, se pensi a quante volte il lavoro rallenta in attesa dello smaltimento delle “code”.

La piattaforma OpenShift di Red Hat permette agli sviluppatori di creare e deployare applicazioni presenti nel catalogo self-service, mediante processi automatizzati in grado di gestire il ciclo di vita delle applicazioni nei vari ambienti IT, assicurandone, tuttavia, sempre il pieno controllo da parte del team operativo.

Massima indipendenza e lavoro sintonico per un approccio DevOps che rinsalda la comunicazione, collaborazione e integrazione tra sviluppatori e sistemisti: tutto il team lavora in un clima di empatia e autosufficienza con un notevole risparmio di tempo rispetto alla “vecchia scuola”.

3. Storage persistente, per la memoria a lungo termine

Per fare in modo di preservare i dati creati dalle applicazioni all'interno dei container dopo un restart applicativo oppure per condividerli tra differenti istanze, è richiesto lo storage persistente.

Red Hat OpenShift Container Platform non dimentica i dati quando avvengono gli spostamenti delle applicazioni tra i vari ambienti, ma anzi ne fa buon uso in qualsiasi circostanza: infatti, un altro dei suoi meriti è proprio quello di utilizzare uno storage persistente e di applicare la stessa portabilità dei container anche ai dati. 

Grazie al Kubernetes persistent volume (PV) framework, Red Hat OpenShift ha la capacità di utilizzare uno storage persistente in grado di eseguire applicazioni stateful esistenti e applicazioni stateless cloud-native. 

4. Supporto multilingua, per maggiori possibilità di sviluppo

Con questa feature, in una unica piattaforma Red Hat OpenShift mette a disposizione degli sviluppatori un set di tool, console, linguaggi, framework e database, strumenti indispensabili per creare applicazioni versatili anche nel caso di eventuali migrazioni future tra una piattaforma e l'altra. Questa caratteristica riduce la criticità dello sviluppo di applicazioni cloud-native, perché integra le funzionalità di Red Hat OpenShift Container Platform con runtime e framework differenti. 

Puoi sviluppare le tue applicazioni, tra gli altri linguaggi, con Java, .net, JavaScript, Perl, PHP, mentre puoi fare riferimento a database qiali Microsoft SQL Server, MongoDB, MySQL, PostgreSQL, redis e SQLite e framework applicativi come Node,js, CakePHP e Laravel.

5. Automazione, per velocizzare i flussi di lavoro

L'automazione è una delle caratteristiche più appetibili di Red Hat OpenShift Container Platform, perché riduce, o annulla del tutto, l'intervento manuale. Con OpenShift puoi automatizzare istruzioni, processi ripetibili e la gestione dei cicli di vita delle applicazioni (sviluppo, distribuzione, test e collaudi ecc.).

S2I (source-to-image) permette la creazione di Container partendo dal codice sorgente. In questo modo è possibile integrarsi con il repository GIT e creare automaticamente un nuova immagine quando ci sono delle modifiche al codice sorgente in modo da velocizzare i tempi di rebuild.

In pratica, quindi l'automazione ti assiste in qualsiasi processo IT, dal provisioning alla gestione delle configurazioni, all'orchestrazione e deployment delle applicazioni, oltre a creare coesione e uniformità tra i vari ambienti di sviluppo e produzione.

6. Interfacce utente, per un ambiente di sviluppo integrato e completo

Include una interfaccia web responsive in modo da adattarsi a tutti i dispositivi desktop, tablet e mobile. Si possono così creare, modificare e gestire le applicazioni direttamente utilizzando esclusivamente la console web. In particolare potrai lavorare comodamente sulla piattaforma tramite apposite finestre, caselle di controllo, righe per l'input di testo oppure widget di testo, muovendoti nel file con l'apposita scroll bar o con il cursore. 

Oltre alla web console gli sviluppatori hanno a disposizione una command line interface (CLI) da terminale in modo da lavorare direttamente con il codice sorgente con la possibilità di creare script di interazione automatici. 

Inoltre è disponibile l'integrazione con Eclipse, JBoss Developer Studio, e Visual Studio è possibile rimanere all'interno della IDE preferita quando si lavora con Openshift.

7. Gestione operativa integrata, per una maggior visione

Gestire un ambiente IT complesso può richiedere molteplici strumenti gestionali. Con Red Hat CloudForms si forniscono elementi di gestione e operatività unificati in modo da visualizzare, oltre al singolo container, anche l'intera infrastruttura introducendo una user experience coerente.

In particolare potrai eseguire le seguenti operazioni:

  • oc adm diagnostics per vedere eventuali errori nell'host o nel cluster;
  • usare i tool di diagnostica;
  • usare i tool di diagnostica in ambiente server;
  • usare i tool di diagnostica in ambiente client;
  • controllare lo stato di salute con Ansible;
  • controllare lo stato di salute via Docker CLI.

8. Scalabilità, per garantire una crescita senza problemi

Le applicazioni eseguite su Red Hat OpenShift Container Platform sono facilmente scalabili. Ed è lo stesso ambiente cloud a richiedere sempre maggiore scalabilità e flessibilità. Caratteristiche ben supportate da Red Hat OpenShift Container Platform con la creazione di contenitori per le attività a breve termine, e con la possibilità di spalmare l'applicazione su una molteplicità di micro-servizi.

È chiaro che il passo svelto dell'innovazione non fa più il paio con strutture IT tradizionali, e che sia necessaria una piattaforma scalabile capace di uno sviluppo veloce.

Con la sua architettura basata sui container, Red Hat OpenShift ti mette a disposizione un enorme potenziale per quanto riguarda proprio la scalabilità, senza mettere condizionare o mettere in discussione la stabilità operativa. In particolare, attraverso l'uso del POD Autoscaling, la piattaforma specifica come il sistema debba automaticamente crescere o decrescere senza richiedere l'intervento manuale dei sistemisti.

9. Ecosistema robusto, per una solidità di prim'ordine

Esiste un robusto ecosistema intorno a Red Hat Openshift composto dalle community open source di Docker e Kubernetes, ma anche dalle integrazioni sviluppate dai partner e da tutti gli esperti e clienti in continua espansione. 

Si aggiungono storage e network provider, integrazioni con IDE e CI e tutti gli independent software vendor (ISV) che forniscono ulteriori componenti software da integrare.

10. Portabilità dei container, per non perdersi mai niente lungo la strada

La capacità di poter muovere senza problema i container da un ambiente ad un'altro è di notevole importanza. È questa l'essenza della piattaforma per container: l'elevata portabilità che permette di ridistribuire i container su altre piattaforme, di testare e deployare l'applicazione su qualsiasi tipologia di ambiente, cloud e on-premise. Le applicazioni possono essere trasferite all'interno di infrastrutture condivise e centralizzate grazie alla modalità di containerizzazione del software e alla libertà di sviluppatori e operatori IT di distribuire applicazioni, anche modificate, tra ambienti diversi, senza il bisogno di riscrivere l'applicazione.

Le applicazioni create con lo standard OpenShift possono essere spostate ed eseguite ovunque siano supportati i container Docker-formatted evitando il vendor lock-in e consentendo la migrazione dell'ambiente di sviluppo.

Correre veloce con Red Hat OpenShift Container Platform

Con Red Hat OpenShift puoi implementare servizi scalabili, basati su container Docker e orchestrabili attraverso Kubernetes. Anche nel caso di un'applicazione molto elaborata, perché formata da diverse applicazioni container, con relativi dati e componenti, questa può estendersi contemporaneamente tra più piattaforme cloud. Proprio in virtù dell'orchestrazione.

Le applicazioni su OpenShift sono create sul modello di container standardizzato delle API (Application Program Interface) Red Hat per Docker, e possono essere eseguite in qualsiasi ambiente supporti i container formattati per Docker.

A prescindere dall'infrastruttura - on-premise, cloud o ibrida - i container si comportano con estrema leggerezza e flessibilità, e si adattano in modo eccellente al modello più attuale del multicloud.
Con Red Hat OpenShift Container Platform gli ambienti di sviluppo e produzione collaborano finalmente in modo più fluido, con tutto il beneficio che questa sintonia comporta in termini di rapidità ed efficienza per le aziende.

Cosa aggiungere? 

Un approccio pratico alla piattaforma vale più di mille parole. Guarda i dati raccolti e i risultati della prova su strada di Red Hat OpenShift Container Platform! Li trovi in questo eBook gratuito:

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