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Red Blog

3 lezioni fornite da Hollywood sui Pattern di Integrazione

Alessandro Rontani,

3 lezioni fornite da Hollywood sui Pattern di Integrazione

Il mondo del cinema e delle serie televisive non è così lontano dal mondo della System Integration come invece potreste pensare. Possiamo contestualizzare nel panorama hollywoodiano alcuni dei pattern di integrazione enterprise per comprendere meglio il loro funzionamento e la loro utilità.

Fin dai tempi del primo Guerre Stellari, l'industria di Hollywood si è resa conto che un mondo ed un'ambientazione coerenti che spaziano anche oltre quello che viene mostrato nel film, contribuiscono al successo del prodotto quanto (e forse di più) può fare la storia, i personaggi o gli attori. Ad esempio, quello che colpiva di più nel personaggio di Luke Skywalker non era tanto il suo carattere, né l'attore che lo interpretava, ma il fatto che fosse un apprendista Jedi, un futuristico monaco guerriero erede di un antico ordine che aveva partecipato alla “guerra dei cloni”. Di questa guerra non si racconta niente, se non vaghi accenni, ma il solo fatto di nominarla dava allo spettatore la sensazione di essere in mezzo a “qualcosa di più grande”.

 

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Purtroppo però non basta buttare sullo schermo riferimenti criptici e mezze frasi per ottenere un prodotto che alla fine soddisfa lo spettatore (come hanno imparato a loro spese i fan di “Lost”), ma ogni elemento di background deve essere integrato in maniera coerente con gli altri: tutto deve incastrarsi alla perfezione, altrimenti lo spettatore, più o meno consciamente, lo noterà.

Come in ogni compito complesso, la creazione di un background, prima di essere implementata, passa attraverso una fase di progettazione, spesso iterativa, che ha una difficoltà notevole (non è un caso che molti dei film e delle serie di successo degli ultimi tempi si basino su libri o fumetti esistenti per avere un background già pronto), ma per fortuna nelle sceneggiature esistono dei pattern comuni di cui gli sceneggiatori già conoscono alcune soluzioni standard come mostrano alcune delle serie più in voga degli ultimi tempi.

 

Il Message Passing: quando la comunicazione è magicaIl Message Passing: quando la comunicazione è magica

Una parte importante del mondo di Harry Potter sono i segreti nascosti dietro ogni angolo e gli eventi che portano alla loro rivelazione: ogni personaggio, ogni artefatto, ogni singola pietra del castello di Hogwarts ha un segreto che prima o poi passa a qualcuno, che lo passa a qualcun altro, e così via, fino ad arrivare alla inevitabile rivelazione.

Questo schema può essere visualizzato facilmente come una forma di “trasferimento di messaggi”: ogni volta che il “messaggio” (il mistero o segreto custodito da un'entità) passa a qualcun altro, questo evento può essere visualizzato da un grafo, dove i nodi sono i personaggi o gli oggetti interessati e le frecce rappresentano il flusso di informazione.

Attraverso questa schematizzazione di “message passing” diventa molto semplice capire se c'è qualcosa di incoerente nella storia e nell'ambientazione. Oltre ad una visione più chiara, questo schema aiuta anche a valutare le scelte dei personaggi: in molte situazioni, questi messaggi non passano automaticamente da un nodo all'altro, ma vengono piuttosto instradati in una direzione o nell'altra a seconda del carattere del personaggio: ad esempio, alla fine del primo capitolo della saga Silente deve decidere se dire ad Harry della profezia che lo riguarda. Questa informazione è importantissima per come proseguirà la storia, e la scelta di Silente di non instradare questa informazione verso Harry pone le basi per tutto il resto dell'intera trama: stabilire e visualizzare la logica con cui le informazioni vengono instradate spesso è la chiave vincente per ottenere dei personaggi tridimensionali e coerenti.

L'aggregazione: Avengers, unitevi!

L'aggregazione: Avengers, unitevi!
Il Marvel Cinematic Universe e il film “Avengers” sono stati una rivoluzione nel mondo dei film di supereroi: per la prima volta, film diversi e con protagonisti diversi sono confluiti in un unico film “crossover” in cui tutte le star dei precedenti film si sono riunite a formare un'entità più forte e potente per affrontare un nemico che non avrebbero potuto mai affrontare divisi. Questo è un raro caso in cui è possibile osservare la nascita di un nuovo, rivoluzionario, pattern nel mondo del cinema: un film che è il risultato diretto dei flussi e dei contenuti narrativi di più film precedenti.

Questo nuovo pattern di “aggregazione” (importato di peso dal mondo dei fumetti a cui sono ispirati i film) ha avuto talmente successo che la concorrente DC Comics (che pure faceva film supereroistici di successo da molto più tempo) ha deciso di adottare lo stesso pattern per le sue nuove uscite al cinema. In definitiva, appare chiaro che d'ora in poi sarà difficile vedere film di supereroi che non utilizzeranno questo pattern di “aggregazione”.

Il pattern splitter: “You know nothing, Jon Snow!”

Il pattern splitter: “You know nothing, Jon Snow!”

Nonostante il pattern dell'aggregazione si sia dimostrato vincente nel contesto supereroistico, c'è almeno un esempio di una saga che invece ha ottenuto il suo successo utilizzando un pattern diametralmente opposto: nell'epopea televisiva tratta dai libri della serie “A Game of Thrones” (“Il trono di spade” in Italia), l'autore George R. R. Martin parte da un mondo e da un gruppo di personaggi riuniti e li divide, facendo prendere loro strade parallele che vengono narrate in contemporanea e che solo in alcuni casi si ricongiungono.

Inoltre, al contrario del primo esempio presentato, l'informazione fluisce poco o non fluisce affatto tra i vari rami paralleli della storia, mantenendo i personaggi ignari di tutto quel che succede ai loro amici e ai loro cari, ma rendendo anche più gestibile lo sviluppo di una singola sotto-trama, influenzata dalle altre solo in maniera marginale. In questo caso l'ambientazione e lo scopo della trama hanno fatto optare per un pattern (“splitter”) completamente differente da quelli che si sono dimostrati estremamente efficaci negli esempi precedenti. Ma piuttosto che portare alla rovina la serie, in questa ambientazione la scelta si è rivelata essere completamente vincente.

Lesson Learned!

Come nel rutilante mondo dei blockbusters, anche nell'IT esistono pattern simili a quelli visti sopra per aiutare nell'integrazione di sistemi ma, come dimostra il caso de “Il trono di Spade”, la sfida reale è quella di scegliere i pattern giusti per la situazione analizzata: nel nostro e-book gratuito “L'ABC degli Enterprise Integration Patterns” potrete scoprire in maniera più approfondita come e quando utilizzare i pattern industriali più comuni nel mondo dell'integrazione enterprise. L'ebook è contenuto nel nostro System Integration Knowledge Pack che puoi scaricare gratuitamente cliccando sul pulsante sottostante:

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