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Red Blog

8 passi per sviluppare un'applicazione cloud native

Stefano Marfella,

8 passi per sviluppare un'applicazione cloud native

Il software oggi è sempre più strategico: da esso dipendono il modo in cui gli utenti interagiscono con le aziende e il modo in cui queste ultime innovano per restare competitive. Dunque la velocità con cui le applicazioni vengono sviluppate e distribuite è il nuovo imperativo del business digitale. E la velocità è anche una delle caratteristiche del cloud computing, che oggi non rappresenta solo un luogo che può ospitare dati e workload, ma anche un modello per lo sviluppo software.

I principi della "nuvola" possono aiutare a modernizzare le applicazioni esistenti e a crearne di nuove, tuttavia ci sono delle regole da rispettare, dei passi precisi da compiere per realizzare un percorso di successo verso l'approccio "cloud native".

 

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Cos'è un'applicazione cloud native?

Cos'è un'applicazione cloud native

Un'applicazione cloud nativa è un'applicazione creata per trarre vantaggio dai modelli del cloud computing, allo scopo di aumentare velocità, flessibilità e qualità, riducendo allo stesso tempo i rischi nel deployment. A dispetto del nome, l'approccio cloud nativo non si focalizza sul luogo in cui le applicazioni vengono messe all'opera ma piuttosto sul modo in cui vengono create, distribuite e gestite.

Gli approcci di tipo nativamente cloud assomigliano alle architetture a microservizi. Benché questi ultimi possano rappresentare uno degli esiti della realizzazione di applicazioni cloud native, per ottenere il livello di maturità adeguato a gestire i microservizi in produzione servono molti passaggi. Ecco perché molte aziende scelgono di transitare verso i "monoliti modulari", ispirati agli stessi principi dei microservices ma più semplici da adottare.

Un viaggio in 8 tappe per sviluppare app cloud native

Quella diretta verso uno sviluppo applicativo e una distribuzione cloud native è in ogni caso un'evoluzione su più dimensioni, che riguarda la cultura, i processi, le architetture software e le tecnologie. In quanto tale, più che una destinazione da raggiungere è un viaggio e rappresenta un cambiamento non facile da adottare. Il cammino che può portarti verso le applicazioni cloud native prevede otto tappe o, se preferisci, otto passi da compiere. Vediamoli uno a uno.

1. Trasformare la cultura e le pratiche di DevOps

Trasformare la cultura e le pratiche di DevOps

Il DevOps non è solo una metodologia ma un modo di pensare che permette di creare applicazioni più velocemente e con migliori risultati. L'adozione rapida di tecnologie innovative e la migliore collaborazione fra team sono due tra i vantaggi. Molte aziende però fanno fatica: non basta scegliere certi strumenti o tecnologie per lo sviluppo e la produzione di applicazioni, bisogna anche adottare un approccio più integrato e collaborativo e nuovi principi.

La cultura tipica dei progetti open source può farti da guida in questo percorso, aiutandoti a realizzare prototipi più rapidamente, a sperimentare il DevOps e ad adottare flussi di lavoro più agili.

2. Velocizzare le applicazioni esistenti usando monoliti veloci

Sbarazzarsi del passato non sempre è un'opzione praticabile né una buona idea. Nelle aziende esistono molte applicazioni legacy realizzate su architetture software monolitiche e spesso si tratta di tecnologie critiche per il business, da cui dipendono la continuità del servizio e il fatturato. Come si conciliano con l'evoluzione verso un approccio cloud nativo?

In questo viaggio, le applicazioni legacy spesso non possono essere sostituite ma piuttosto è necessario integrarle con quelle cloud native. Bisogna quindi dare velocità ai monoliti esistenti, spostandoli su architetture modulari e basate su servizi. Un "monolite veloce" rappresenta un'alternativa intermedia tra il vecchio approccio e i microservizi e, rispetto a quest'ultimi, comporta minori difficoltà e rischi assicurando simili vantaggi di agilità.

3. Usare i servizi applicativi per velocizzare lo sviluppo

Usare i servizi applicativi per velocizzare lo sviluppo

Gli sviluppatori software conoscono l'arte del riclico: la possibilità di riutilizzare parti di un'applicazione è un'efficace scorciatoia. In questo le applicazioni cloud native non fanno eccezione, ma i loro componenti riutilizzabili devono essere ottimizzati e integrati nella infrastruttura cloud sottostante se si vogliono ottenere reali benefici. Anziché creare da zero servizi di caching, regole o motori di workflow, connettori di integrazione, funzioni di Api management, servizi di data virtualization, messaggistica o altro ancora, è possibile usare elementi già esistenti. Che si tratti di offerte Software-as-a-Service (SaaS), Platform-as-a-Service (PaaS), o integration Platform-as-a-Service (iPaaS), questi servizi applicativi rappresentano strumenti pronti all'uso per gli sviluppatori, ottimizzati e integrati nella sottostante infrastruttura basata su container.

4. Scegliere lo strumento più adatto per ciascun task

Intelligenza artificiale, Internet of Things, automobili a guida autonoma, riconoscimento delle immagini, data mining e altro ancora: a questi ambiti corrispondono framework, linguaggi e approcci allo sviluppo software diversi tra loro, specifici a seconda della finalità dell'applicazione. Tale complessità richiede piattaforme basate su container che siano capaci di supportare il giusto mix di framework, linguaggi e architetture, e che vengano continuamente aggiornate in base alle evoluzioni della tecnologia. Nei progetti cloud nativi, inoltre, è necessario scegliere lo strumento più indicato per ciascuno specifico task.

5. Fornire una infrastruttura self-service e on-demand

Fornire una infrastruttura self-service e on-demand

Le metodologie Agile aiutano gli sviluppatori a creare e aggiornare i loro software più rapidamente. Ma quando l'applicazione entra in produzione, ecco che diventa difficile accedere all'infrastruttura con tempismo ed efficienza: compilare un ticket e attendere settimane il rilascio di risorse da parte dell'IT oggi non è più sostenibile. E spesso per non dover aspettare si ricorre a soluzioni non autorizzate dall'azienda, alimentando lo "shadow IT".

L'alternativa è quella di permettere agli sviluppatori di accedere all'infrastruttura quando e come vogliono, assicurando però al personale delle operations IT di avere visibilità e controllo su un ambiente ormai dinamico e complesso. I container e le relative tecnologie di orchestrazione consentono di astrarre e semplificare l'accesso a data center, cloud privati e cloud pubblici, mentre le container platform aggiungono a tutto questo strumenti self-service, automazione e capacità di gestione del ciclo di vita delle applicazioni.

6. Automatizzare l'IT per accelerare il rilascio delle applicazioni

Eliminare un po' di procedure manuali è essenziale se si vuole accelerare il rilascio di applicazioni cloud native. Definendo processi ripetibili, regole e framework, l'automazione può riguardare qualsiasi task o componente, dalle reti al provisioning delle risorse, fino alla distribuzione delle applicazioni e alle attività di configurazione. È importante prendere in esame qualsiasi operazione o elemento che possa essere automatizzato ma si può agire gradualmente, cominciando da singoli aspetti (computing, archiviazione, comunicazioni di rete o provisioning) e proseguendo poi su questa base. Nel tempo, un'automazione integrata e su larga scala produrrà come risultati maggiore efficienza, velocità nel DevOps e innovazione.

7. Realizzare tecniche di continuous delivery e advanced deployment

Realizzare tecniche di delivery continua e deployment avanzato

Cicli di rilascio lunghi significano ritardi tra la scoperta e la risoluzione di un bug. Oppure significano lentezza nell'adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle richieste dei clienti. Nelle applicazioni in cui trasita un elevato traffico di dati, come quelle mobile, Web e IoT, un difetto non risolto può tradursi in problemi di sicurezza, user experience insoddisfacente o produttività ridotta.

Le metodologie di sviluppo Agile hanno creato un modello che prevede rilasci rapidi e frequenti, mentre gli approccio DevOps e di Continuous Delivery hanno ampliato questo modello mettendo insieme sviluppo, operations, controllo qualità e sicurezza. I team impegnati su diverse attività devono lavorare insieme per migliorare il processo di consegna del software. Con la Continuous Integration/Continuos Delivery (CI/CD pipeline) si procede attraverso ininterrotti feedback e modifiche, velocizzando così le operazioni di testing, scansione di vulnerabilità, conformità di sicurezza e controlli normativi. È possibile adottare diverse tecniche per realizzare tale approccio, per esempio verificando l'esito delle diverse versioni in ambienti controllati o testandoli su gruppi ristretti o, ancora, aggiornando solo alcune istanze anziché l'intera applicazione. Così si riducono i rischi di malfunzionamenti ma anche i tempi.

8. Evolvere verso un'architettura modulare

Evolvere verso un'architettura modulare

Un'architettura basata su microservices presenta numerosi vantaggi: è più granulare, leggera e consente di impiegare i medesimi elementi e processi in differenti applicazioni. Ma adottare questo approccio può richiedere investimenti e capacità non comuni a tutte le aziende, risultando un compito troppo impegnativo o destabilizzante.

Un approccio "monolith-first" ai microservizi può essere una soluzione: le applicazioni vengono create in un primo momento come monoliti, per poi eventualmente passare su un'architettura a microservizi dopo avere verificato ciò che l'applicazione sa e può fare. In alternativa è anche possibile creare dei miniservizi, ovvero delle raccolte di servizi suddiviste in base al dominio ed eseguite solitamente su un server applicativo. Questa soluzione migliora l'agilità e la scalabilità delle applicazioni, senza la complessità di un'infrastruttura basata su microservizi. Sono comunque richiesti degli investimenti in metodologie Agile, DevOps e CI/CD.

Sei pronto a cominciare il viaggio verso le applicazioni cloud native? Affinché sia un viaggio di successo, il segreto sta nell'adottare una piattaforma capace di supportare diversi framework, linguaggi e approcci utili per lo sviluppo di applicazioni cloud native, che si tratti di microservizi, miniservizi o monolith-first. Se vuoi sapere come fare, ti basta scaricare il nostro eBook gratuito su come modernizzare il rilascio delle applicazioni grazie ai container!

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