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Deutsche Bank passa alla delivery automation e ottimizza l'IT

Davide Costanza

Davide Costanza, 20 settembre 2019 | Red Hat Openshift

Il mondo dei prodotti Open Source è diffuso in maniera capillare in molti settori, tra cui anche quello bancario. Il principale problema in casi come quelli delle banche è relativo soprattutto alla sicurezza, ma n on solo. 

Per ridurre il time-to-market e allo stesso tempo incrementare la qualità dei servizi nel settore bancario è necessario trovare delle soluzioni ingegnose come Fabric, una piattaforma centralizzata basata su OpenShift di cui ci parlerà Filippo Crea, Middleware Sales Lead per il mercato FSI.

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Filippo Crea, ci racconti qual'è il tuo ruolo in RH?

Il mio ruolo in Red Hat è Middleware Sales Lead per il mercato FSI (Financial Services and Insurance). Il mio obiettivo è supportare clienti e prospect in progetti di trasformazione digitale utilizzando soluzioni innovative in modo sicuro ed efficace seguendo la filosofia Open Source.

Come il mondo finance sta approcciando la digital transformation?

In tutti i settori, non solo in ambito Finance, le aspettative dei clienti sono in continua crescita. In aggiunta, nuovi player di mercato sfidano le aziende più istituzionali con soluzioni innovative, in grado di soddisfare quei requisiti di velocità a costi ridotti che la clientela, in particolare quella più giovane, cerca sul mercato.

Di conseguenza, per rimanere competitivi sul mercato, è necessaria una trasformazione che permetta di avvicinarsi in modo diverso alle esigenze dei clienti offrendo servizi in grado di coniugare innovazione e sicurezza.

Banche, assicurazioni e l’intero ecosistema di service provider e partner ha capito che è tempo di cambiare, di evolversi. Il processo di trasformazione, però, non si può limitare al solo all’aspetto tecnologico, occorre rivedere i propri modelli di business con conseguente impatto sul modo in cui le aziende sviluppo le proprie soluzioni e servizi. Non è più sufficiente sviluppare le migliori soluzioni utilizzando tecnologie all’avanguardia, occorre rivedere i propri processi di sviluppo per consentire al business quella agilità nel far evolvere i servizi in modo veloce e continuo.

Un po' di anni fa era impensabile che ci fossero prodotti open source in una banca, come è la situazione oggi?

L’utilizzo di prodotti Open Source in ambito bancario sono state sempre visti come soluzioni a contorno, che potevano completare l’offerta di servizi core basate su piattaforme proprietarie. L’Open Source veniva considerato come una proposta complementare che potesse offrire soluzioni innovative ad un costo ridotto, ma solo in alcuni ambiti, ritenuti meno critici.

Le istituzione bancarie hanno capito l’enorme potenziale del modello Open Source e, ormai da qualche qualche anno, hanno cominciato ad utilizzarlo anche nei contesti più mission critical e di assoluto valore per business. Inizialmente l’utilizzo in contesti bancari era limitato al sistema operativo Linux. Successivamente, dopo averne potuto constatare il valore e grazie alla crescita dell’offerta, il codice Open Source ha invaso tutto le componenti IT, da quelle più infrastrutturali a quelle prettamente applicative.

Dal punto di vista applicativo, il crescente interesse per lo sviluppo di soluzioni che siano in grado di sfruttare al massimo i paradigmi del Cloud computing, quali efficienza, velocità e agilità, ha comportato una diffusione massiva delle soluzioni di Platform as a Service. Le soluzioni PaaS come Openshift di Red Hat, infatti, permettono di implementare applicazioni Cloud Native in architettura a Microservizi in modo semplificato non dovendosi preoccupare sviluppare una serie di servizi come il monitoring, tracing, toolchain, etc, perché propri della piattaforma stessa.

In generale, l’adozione di soluzioni Open Source in contesti critici come quello bancario, viene necessariamente accompagnato da società leader del settore come Red Hat che offrono una serie di servizi a valore aggiunto che ne permettono l’utilizzo in modo sicuro e realmente efficace.

A proposito di OpenShift esistono casi di successo nel mondo delle banche?

Il successo di OpenShift in ambito Finance (e non solo) è dovuto principalmente alla sua capacità di poter gestire i workload tradizionali e le nuove applicazioni Cloud Native in maniera centralizzata e di conseguenza di poter far evolvere le proprie architetture in maniera progressiva. Altro elemento distintivo che ha spinto l’adozione della piattaforma da parte delle aziende è sicuramente la predisposizione al paradigma Open Hybrid Cloud. Attraverso OpenShift è infatti possibile sfruttare la potenza elaborativa dei Cloud in maniera puntuale, spostando i workload per necessità o per opportunità senza legarsi ad un singolo Cloud Provider.

Tra gli oltre 1000 clienti di openShift in tutto il mondo segnalo il percorso intrapreso da Deutsche Bank circa 5 anni fa. L’obiettivo principale del cliente era quello di accorciare i tempi di rilascio di nuove funzionalità sul mercato.

La soluzione che abbiamo realizzato insieme a loro è stata la definizione di una piattaforma centralizzata basata su OpenShift che hanno chiamato Fabric. La piattaforma Fabric fornisce ai vari gruppi di sviluppo, interni ed esterni, di utilizzare in modalità self service gli strumenti e le risorse necessarie per lo sviluppo e il deploy di applicazioni cloud native.

I risultati ottenuti sono veramente importanti: Il tempo di delivery di un’applicazione dallo stato di proof of concept alla produzione è passato da 6/9 mesi a 2/3 settimane. Ottenendo questi risultati hanno avuto la possibilità di estendere il perimetro delle proprie applicazioni in esecuzione sulla piattaforma Hybrid Cloud che oggi conta circa il 70% dell’intero business della banca. Dal punto di vista infrastrutturale la piattaforma Fabric conta 30 cluster di Openshift distribuiti su 4 diversi DataCenter - due on-premises e due in public cloud e le applicazioni vengono mandate in esecuzione dove risulta più efficiente o conveniente.

Il percorso che ha portato Deutsche Bank a questi risultati non è stato né semplice né immediato. Il processo di trasformazione è durato quasi 5 anni e non si è basato esclusivamente sulla qualità della soluzione tecnica. Sono stati necessari una serie di interventi anche dal punto di vista organizzativo e una revisione dei processi per poter sfruttare al massimo le potenzialità della piattaforma.

Tra i concetti più interessanti e originali che DB ha implementato per ridurre il time-to-market e allo stesso tempo di incrementare la qualità dei servizi c’è sicuramente l’Application Scoring. In pratica è stato sviluppato un algoritmo che ha fronte di una serie di input quali: Numero di test automatici eseguiti, copertura dei casi di test rispetto alle funzionalità implementate, numero di incidenti provocati nei rilasci precedentemente effettuati, etc, fornisce un determinato score associato all’applicazione.

Quando il risultato ottenuto è superiore ad una determinata soglia, è possibile effettuare il rilascio in produzione delle nuove funzionalità/bug fixing nel corso della stessa giornata in cui è stata effettuata la modifica (run-in-a-day), in modo automatico e senza la necessità di un ciclo approvativo tradizionale.

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