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I gateway per la lettura e la trasmissione dei dati 4.0: intervista al founder di TFA

Daniele Cardesi

Daniele Cardesi, 8 luglio 2019 | Industria 4.0 Iotsnap

L'industria 4.0 si caratterizza per la presenza di un'elevata mole di dati che vengono generati dai numerosi strumenti tecnologici a disposizione delle aziende e la gestione di questi è diventata un elemento fondamentale del settore manifatturiero. ell-IoT è lo strumento proposto dall'azienda italiana TFA, che collabora anche con Extra Red al progetto Iotsnap per l'Industria 4.0, e che serve a proprio a questo: ce lo ha raccontato Francesco Alberti, co-founder di TFA (Technologies for Automation) insieme a Gregorio Franco e Michele Trombetta.

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TFA è una realtà tutta toscana che opera nel settore dell'automazione industriale. Nella loro offerta spunta anche ell-IoT, uno strumento utile alla gestione dei dati provenienti dalle macchine. Ecco cosa ci ha raccontato a riguardo Francesco Alberti:

Come è nata TFA e come si posiziona nel mondo dell’Industria 4.0?

«Nel contesto dell'Industria 4.0, TFA si pone come motore centrale per dare l'impulso al processo di digitalizzazione del panorama toscano. Vogliamo aiutare le aziende del settore ad ammodernare i processi produttivi e favorire una maggiore possibilità di essere competitivi, appunto, con particolare attenzione al territorio toscano. Per noi è molto importante, allo stesso tempo, che questi obiettivi siano sì raggiunti, ma sempre nel costante rispetto dell'ambiente: una tematica oggi di fondamentale importanza che deve interessare soprattutto il settore industriale.

Riguardo come è nata TFA, la storia aziendale si mischia, ovviamente, con la mia. Per molto tempo ho lavorato nel mondo dell'automazione industriale, notando sempre come fosse posta poca attenzione alle innovazioni proprie del 4.0. Anche per questo motivo ho deciso di mettermi in proprio e fondare TFA insieme con altri soci. Insieme ci siamo posti l'obiettivo di proporre sul mercato tecnologie abilitanti per l'industria 4.0, con un particolare focus sugli aspetti della robotica, software e IoT.

Condividendo l'interesse per il territorio toscano e l'obiettivo di ammodernare il settore manifatturiero locale, l'incontro con il gruppo Extra e, in particolare, con Extra Red è stato poi facile ed immediato. Così è nata la collaborazione che ha portato all'introduzione nel progetto Iotsnap di ell-IoT, ideato da Michele Trombetta, il gateway che permette il collegamento dei dati raw della macchina direttamente su cloud.

Ahimè, quello che ci siamo posti non è sicuramente un obiettivo facile! C'è ancora poco interesse nell'investire per il miglioramento produttivo in una nicchia come quella dei sistemi legacy e ancora si fa forse eccessivo affidamento agli sgravi fiscali quando le aziende si vogliono muovere in tal senso. Credo fortemente che ciò che manca ora è forse una cultura di informazione sul digital, soprattutto nel nostro settore.

A tal proposito, le risposte che si ottengono in termini di propensione all'investimento sono molto diverse nelle varie zone dell'Italia. Nel nostro territorio soprattutto, manca ancora la cultura digitale dal punto di vista manifatturiero, cosa che si sta diffondendo invece al Nord Italia, dove gli investimenti in questo senso sono più consistenti».

In che modo ell-IoT interagisce con Iotsnap?

«La sua funzione principale è quella di interconnettere i livelli OT ed IT all'interno della "fabbrica intelligente". Nell'industria manifatturiera ci sono molti dispositivi simili al nostro ell-IoT, ma questo si distingue per essere un dispositivo con elevata potenza di elaborazione dati ed è dotato di software e drive proprietari. ell-IoT consente infatti la comunicazione con i dispositivi di campo al fine di acquisire dati e/o parametri da essi, informazioni sul loro stato di funzionamento, ecc. Tali dati vengono poi raccolti e formattati da ell-IoT in modo configurabile tramite interfaccia web per poi essere trasmessi in modo asincrono al cloud. È questa infatti la peculiarità principale di ell-IoT, che riesce a trasmettere dati già formattati che invece vengono generalmente forniti grezzi al cloud. In questo modo il lavoro del programmatore a livello IT è fortemente facilitato».

Qual è secondo lei la tecnologia più importante nel futuro dell'Industria 4.0?

«Sicuramente la robotica. Rispetto ad altre, infatti, la robotica ha un ROI più immediato perché permette di ottenere risultati tangibili sin dalle prime applicazioni, soprattutto nel nostro settore di riferimento. Altre tecnologie come il Machine Learning ed il BI sono ancora poco conosciute in Italia e non reggono ancora il confronto dal punto di vista degli investimenti con le tecnologie legate alla robotica. Perché la robotica possa funzionare al meglio, tuttavia, è bene anche considerare la necessità dell'IoT, che io definirei sicuramente la conditio sine qua non per il raggiungimento dei ritorni di investimento che queste tecnologie promettono».

Insomma, per l'IoT e l'industria 4.0 c'è molta possibilità di crescita, soprattutto nel territorio toscano. Per avere una visione più chiara della direzione in cui questi investimenti si devono muovere, scarica il nostro eBook grauito "5 passi per sviluppare un progetto di Industria 4.0"!

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