<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1267344923293614&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Red Blog

Industria e innovazione nell'era del 4.0: intervista a Warrant Innovation Lab

Daniele Cardesi,

Industria e innovazione nell'era del 4.0: intervista a Warrant Innovation Lab

L'investimento nelle tecnologie proprie dell'Industria 4.0 sta diventando sempre di più un requisito per rimanere competitivi sul mercato. Lo Stato, da parte sua, fornisce un sostegno concreto alle aziende permettendo di avere accesso a diversi tipi di agevolazioni fiscali. Da un'opportunità, tuttavia, questa può diventare un costo se gli investimenti non sono fatti nel modo giusto: ecco allora che intervengono gli esperti di Warrant Innovation Lab, a cui abbiamo fatto qualche domanda e che ci hanno spiegato in cosa consiste il loro (fondamentale) lavoro per l'innovazione nel campo Industria 4.0.

 

Scopri come sviluppare un progetto di Industria 4.0 in soli 5 step!

 

Innovarsi prima di innovare è una necessità utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati, soprattutto in un mercato come quello dell'Industria 4.0. Da questo punto di vista il panorama italiano non è, contrariamente a quanto si possa pensare, particolarmente negativo. Lo Stato si sta impegnando nel favorire lo sviluppo e l'adozione di nuove tecnologie per il settore industriale e le aziende (PMI comprese) hanno dimostrato una costante propensione all'innovazione. Warrant Innovation Lab aiuta le aziende in questo percorso verso l'era 4.0 dell'industria, fornendo loro una visione olistica e strategica utile a massimizzare i risultati ottenibili dagli investimenti effettuati: ecco come hanno risposto a tutte le nostre domande!

Quanto è importante l’innovazione per rendere un’azienda competitiva?

L’evoluzione è parte integrante del nostro mondo, tutto evolve e si adatta. L’azienda, in quanto organismo complesso, non può essere da meno. L’innovazione è la via per l’evoluzione, per l’adattamento a mercati sempre più competitivi, più globali, e più demanding, che richiedono tempi brevi, qualità definita e costi certi.

Innovare, termine che non deve essere ridotto alla sola parte digitale, significa poter fare un salto di categoria, competere su altri livelli, permettere di accedere a strumenti che prima non erano contemplati.
Senza innovazione non può esistere evoluzione, e senza evoluzione un’azienda inserita in un contesto dinamico, è destinata a scomparire.

In base alla vostra esperienza, quali sono le aree più critiche dove è necessario intervenire nelle aziende italiane? Quali sono i sistemi legacy più difficili da eliminare?

Le PMI italiane stanno facendo molto bene e gli aiuti di Stato stanno andando decisamente nella direzione corretta. Ora tocca agli imprenditori sviluppare una mentalità innovativa e, con il coraggio che li ha sempre contraddistinti, cercare di buttare il cuore oltre l’ostacolo e intervenire in modo strutturato.
È difficile dire se e quali aree potrebbero essere più critiche, perché tutte hanno ugual peso nell'economia aziendale. Considerando solo l’innovazione in ICT, forse i processi legati alla parte finanziaria-contabile sono i più definiti e coperti perché con i sistemi ERP si è intervenuto profondamente nei decenni passati, fermo restando che molte aziende sono rimaste al palo proprio perché hanno fatto investimenti in tal senso 10-15 anni fa, senza poi rinnovare.

Altre aziende sono ancorate a prodotti e servizi sicuramente vincenti, ma che adesso soffrono di una competizione, magari asiatica, molto più serrata che li obbliga ad abbassare la qualità generale. Con un processo di innovazione sistematico, strategico e bilanciato, un’azienda ha la possibilità di essere sempre un passo avanti rispetto a chi ragiona in modo statico ed imparare a  trasformare i propri prodotti e servizi per nuovi mercati, nuove tipologie di clienti o nuovi approcci.

Qual è il processo per capire dove intervenire?

WIL ha sviluppato negli anni una metodologia sistematica vincente che permette di arrivare ad una roadmap di interventi per tutte le aree aziendali.

Essa si basa prima di tutto sulla fiducia instaurata con il cliente, che non ci percepisce come “fornitori” ma come parte integrante dell’azienda, ovvero come partner appassionati che hanno a cuore gli stessi loro obiettivi. Questo passaggio fondamentale permette di raccogliere e analizzare i processi aziendali in modo approfondito e veritiero, individuare i rischi e le opportunità, e raccogliere i dati desiderati insieme alla definizione degli obiettivi aziendali.

Tutto questo viene analizzato, discusso, presentato e calcolato, fino ad arrivare ad una roadmap di interventi, non necessariamente legati alla digitalizzazione, per centrare gli obiettivi prefissati. A questo si aggiungono studi esecutivi di realizzazione dei vari interventi, con la peculiarità di mantenere un ROI alto e veloce, fondamentale per la nostra PMI.

Quali soluzioni proponete per l’Industria 4.0?

Spesso una PMI, non possedendo le competenze interne per predisporre un piano d’intervento ragionato e sostenibile, si fa allettare dalla possibilità di usufruire degli incentivi previsti dal Piano e investe in tecnologie senza un criterio preciso. Definire anticipatamente il perimetro degli interventi è invece fondamentale. Per farlo occorre effettuare una attenta analisi funzionale dell’azienda, degli obiettivi della struttura organizzativa e dei processi. Ciò implica la valutazione e la mappatura di questi, nonché della natura e delle caratteristiche dei flussi di informazioni coinvolti. A seguire, vanno esaminati i dati raccolti, così da identificare le aree di maggior criticità e definire dove e come intervenire con la digitalizzazione e con quali priorità, attraverso l’uso di tecnologie digitali e/o abilitanti di Industria 4.0.

Occorre procedere per gradi, dedicando alla fase preparatoria il tempo necessario senza però renderla gravosa: un risultato possibile solo mediante l’adozione di una metodologia collaudata. Senza un approccio meticoloso e oculato, senza una visione a lungo termine e senza un’esperienza specifica, il rischio è di ritrovarsi a dover affrontare un doppio investimento: quello in nuove tecnologie e quello, a posteriori, per cercare di armonizzarle con sistemi esistenti e molto più datati, con un processo che risulterà naturalmente complesso e non sempre risolutivo.

Ecco perché Warrant adotta sempre un approccio in 4 fasi: analisi del contesto aziendale, mappatura di processo, definizione di priorità e System Integration.

 

Insomma, investire è sicuramente una scelta giusta in questo periodo di grande innovazione tecnologica, ma farlo senza criterio può essere controproducente. Per approfondire l'argomento scarica il nostro e-Book gratuito "5 passi per sviluppare un progetto di Industria 4.0"!

New call-to-action

Share this post

  

Commenti

Prova Red Cloud Gratis per 30 Giorni

Iscriviti alla newsletter

Condividi questo blog

   

Post correlati