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L'IoT è il futuro del retail | Tagmate: Customer Digital Identity

Davide Costanza,

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Il boom dello shopping online!

Le vendite e lo shopping online non rappresentano un concetto nuovo, anche se a dir la verità probabilmente ci siamo appena abituati all’idea. 

La prima vendita online vera e propria risale al 1994 ed il primo oggetto ad essere stato scambio di una transazione online è stato l’album Ten Summoner’s Tales di Sting. Nel giro di pochi anni, i prodotti di consumo e lo shopping online cominciarono a prosperare.

 

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Tutti noi abbiamo sperimentato un’epoca in cui avevamo al massimo 5 scelte all’interno di un negozio al dettaglio e alla fine compravamo il prodotto di cui avevamo sentito il nome durante uno spot televisivo oppure che ci aveva menzionato un amico fidato.

L'esperienza di acquisto oggi è completamente cambiata e con negozi e rivenditori online come Amazon, Alibaba e molti altri siti web di eCommerce abbiamo la possibilità di scegliere in media tra 15 prodotti appartenenti alla stessa categoria.

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Il gap da colmare

Ciò che preoccupa molti rivenditori non è tanto il fatto che o vendi online o sei finito, ma che l'esperienza di shopping offline in negozio debba dotarsi comunque della tecnologia e della modernità tipiche della vendita online per essere accattivante agli acquirenti.

Questi infatti tendono ad apprezzare sempre di più il ciò che accade quando vengono riconosciuti durante la loro visita virtuale nei negozi online, sentendosi così totalmente ignorati nel momento in cui entrano nel negozio fisico dello stesso brand.

In Italia, molti studi sono stati condotti a riguardo. Letizia Redaelli ne ha evidenziato i risultati nell’articolo “Retail, il punto vendita si integra con il digital”, la quale afferma: “Le cifre parlano chiaro. Nonostante il boom di vendite online (18%), per l’acquisto di brand del Fashion & Luxury il 51% dei consumatori italiani continua a preferire il negozio, dove possono vedere e toccare il prodotto. Tuttavia, più di un terzo (34%) dichiara di aver avuto un’esperienza in store più deludente rispetto a quella online, mentre una persona su 10 afferma di sentirsi riconosciuta dal retailer quando acquista online, ma assolutamente ignorata all’interno dello store fisico.”shopping_tagmate.jpg

La tecnologia: IoT (Internet of Things)

Al giorno d'oggi una serie di dispositivi ti fanno rimanere sempre connesso, anche senza rendertene conto. Infatti sono sempre più numerosi gli apparecchi in grado di comunicare fra loro in un ecosistema di scambio dati. Tale ecosistema può essere definito come IoT.

Il mondo delle vendite si è rivelato essere in ritardo nell'adattamento di questa tecnologia in quanto il costo delle infrastrutture è alto.

Il modo più comune per colmare questo gap è rappresentato dalle carte ed dai programmi fedeltà. Dal punto di vista degli acquirenti questo potrebbe colmare il divario in una certa misura, ma dal punto di vista del fornitore restano ancora troppe informazioni da dover raccogliere per personalizzare ulteriormente l'esperienza di acquisto per gli acquirenti.

Recentemente Amazon ha fatto un passo avanti aprendo un negozio per i propri dipendenti dove i clienti si fanno riconoscere all’ingresso del negozio tramite il proprio smartphone ed il resto è tutto automatizzato. Basta scegliere un prodotto e uscire dal negozio. Tutti i loro movimenti all’interno del negozio sono infatti registrati, così come le loro scelte d’acquisto ed i loro interessi. E non è finita qui: nessun bisogno di fare lunghe code all’uscita. Non appena usciti, ricevono immediatamente l’addebito relativo al loro acquisto sulla carta di credito. In altre parole molte "cose" nel negozio si collegano allo stesso sistema e ad internet alla fine del percorso.

Attuare tutto ciò in Europa è decisamente complicato poiché la privacy è decisamente tutelata ed ha già rappresentato in passato una questione impegnativa da affrontare per grandi player come Google e Facebook, ed è ancora più complicato in Italia, dove l'utilizzo della carta di credito non è così comune come negli Stati Uniti o in altri paesi.

Ad ogni modo non c’è dubbio: questo è il futuro del retail!! Deve logicamente esserci un passo tecnologico intermedio. Come azienda IT ci dedichiamo a stare sempre sull’onda del progresso tecnologico e ad investire in ricerca e sviluppo per poter soddisfare le varie esigenze emergenti sul mercato. Proprio per questo motivo siamo arrivati a Tagmate.

 

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Tagmate

Nel 2016, in seguito ad una richiesta di un cliente, abbiamo deciso di ricercare e sfruttare le possibilità tecnologiche e validare una soluzione che potesse contribuire a colmare il divario tra shopping online e offline.

Tagmate, nome di questo progetto e anche dell’azienda che lo ha sviluppato, si pone come obiettivo quello di raccogliere le informazioni sui clienti tramite i tag NFC e di unificarli con quelli raccolti online per creare una identità digitale del cliente (customer digital identity) unica e particolarmente ricca e completa.

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Tagmate è una piattaforma che contiene un Enterprise Service Bus, che fa da collante alle varie componenti dell'architettura, un motore di gestione delle regole, che sovrintende le logiche applicative, ed una piattaforma di business intelligence che consente di analizzare i dati raccolti sul comportamento del cliente.

Durante lo sviluppo del progetto, abbiamo lavorato su alcuni casi d’uso e tra questi la caccia al tesoro si è rivelata la più rilevante per i rivenditori di moda e abbigliamento. L'idea è quella di dotare il negozio di uno schermo di benvenuto che, attraverso un apposito lettore, possa leggere il tag NFC del cliente non appena questi entra in negozio. Il tag può essere fornito sotto forma di portachiavi, braccialetto, anello, ecc., ma possono essere utilizzati anche identificatori NFC esistenti, come quelli contenuti negli smartphone o nella carte di credito contactless. Toccando il lettore con il tag, sarà dato il benvenuto al cliente e, sulla base delle informazioni raccolte, saranno proposte offerte personalizzate. Tuttavia, una promozione personalizzata resta nascosta ed il cliente, per scovarla, dovrà girovagare per il negozio toccando col proprio tag i vari lettori dei prodotti fino a che non troverà quello scontato appositamente per lui. Durante il processo di ricerca, vengono registrati i tentativi sui vari capi di abbigliamento, con l’obiettivo di comprendere meglio i gusti di quello specifico consumatore.

Successivamente, le informazioni raccolte vengono aggiunte ai dati raccolti in precedenza per effettuare varie analisi, tra cui la sentiment analysis e la famosa what-if analysis, grazie al modulo di business intelligence contenuto in Tagmate.

Ciò non solo permetterà ai venditori di comprendere a pieno i loro clienti, ma allo stesso tempo offrirà ai clienti un’esperienza di acquisto decisamente migliore e più personalizzata, fornendo loro, ad esempio, una serie di suggerimenti basati sulle informazioni che sono state raccolte in precedenza.

Questo è un esempio di ciò che l’evoluzione dell’IoT può portare alle imprese, ma i casi d'uso sono diversi e sono molti. Frigoriferi e lavatrici smart, smart home e smart car sono i casi di utilizzo più comuni e probabilmente i più conosciuti della tecnologia IOT. Tuttavia, l’evoluzione dell’IoT ed il suo punto di forza sta nell'integrare i dati e gli strumenti che lavorano su questi dati.

Il mondo dell’IoT mi ha sempre incuriosito un sacco: ho così raccolto un po’ di informazioni utili che potrete trovare nell’ebook “IT trend 2018”. Vi anticipo fin da subito che non si parlerà solamente di IoT, ma di anche di altri argomenti veramente interessanti!

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