<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1214412942025937&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Red Blog

10 miti da sfatare sull'infrastruttura Cloud

Laura Pisano,

Miti da sfatare sull'infrastruttura cloud

L’infrastruttura Cloud è spesso oggetto di fraintendimenti e cattive interpretazioni. 

Negli ultimi articoli, ho cercato di fare chiarezza sull’argomento: vi ho spiegato perché il Cloud è così importante, quali sono le differenze tra cloud pubblico, privato e ibrido e quali piattaforme Cloud Open Source è consigliato utilizzare.

Tuttavia, per avere un’idea più chiara su quali sono le informazioni sparse in giro a cui non sempre dobbiamo credere, oggi cercherò di elencarvi (e sfatare!) quelli che sono i miti che girano intorno al Cloud.

Scoprite subito come ottenere un'infrastruttura cloud efficiente in 5 step! 

 

1. Solo le grandi imprese possono permetterselo

Webp.net-resizeimage (1).jpg

Dalle start-up con una decina di dipendenti fino alle multinazionali più importanti: è difficile quantificare con precisione tutte le società che hanno deciso di affidarsi ai servizi cloud per lo storage, il computing e per la parte di analytics. E non si tratta assolutamente solo di multinazionali!

Il Cloud è infatti l’ideale anche per startup o pmi che, in questo modo, possono crescere mantenendo contenuti i costi, gestire particolari picchi senza dover affrontare nuovi investimenti ed essere molto agevolate in caso di espansione all’estero. Tra queste startup ne troviamo anche alcune italiane, come Musixmatch, che fornisce i testi delle canzoni a realtà come Spotify o Shazam.

 

2. Cloud = Virtualizzazione

È vero che la virtualizzazione è una tecnologia chiave che consente il cloud computing, ma la virtualizzazione da sola non crea un cloud. Mentre la virtualizzazione si concentra principalmente sul consolidamento dei server e del carico di lavoro con l'obiettivo di ridurre i costi dell'infrastruttura, il cloud computing richiede molto più di questo. Considera che un recente sondaggio condotto dai membri di IOUG (Independent Oracle Users Group) ha rivelato che i clienti del cloud stanno adottando più rapidamente PaaS rispetto a IaaS. Questo perché le aziende stanno scoprendo che l'approccio incentrato sull'infrastruttura adottato dalla virtualizzazione offre sì un valore significativo, ma anche che i benefici del PaaS comportano ancora più agilità, flessibilità e risparmio.

 

3. Il Cloud non è sicuro

Webp.net-resizeimage (2).jpg

Al contrario di quello che generalmente si crede, le violazioni sui sistemi cloud sono decisamente inferiori di quelle riscontrate sui data center.

Il Cloud computing non è meno sicuro delle configurazioni on-premise, ovviamente a patto che i responsabili IT svolgano le adeguate verifiche su potenziali provider, in modo da poter individuare le eventuali lacune di sicurezza e colmarle di conseguenza.

Quando non si gestisce un processo in prima persona, è normale chiedersi: il servizio riuscirà a garantire la sicurezza dei miei dati? La risposta è sì. Sia per quanto riguarda la tutela della privacy sia per tutto ciò che concerne il backup e il recupero dei dati, i cloud sono in grado di tutelare le aziende, in particolare grazie a sistemi di disaster recovery, ovvero a tecnologie che permettono di ripristinare, nel caso di gravi emergenze, sistemi, dati e infrastrutture necessarie per l’erogazione di servizi. In più esiste anche il load balancing - bilanciamento del carico - una tecnica informatica che consiste nel dividere il carico di lavoro tra più server. Questo rende il sistema più affidabile e scalabile, ovvero in grado di crescere o diminuire a seconda delle necessità.

 

4. Passare al Cloud è dispendioso

Non è vero: la migrazione al cloud può, infatti, generare un risparmio di costi sotto molteplici aspetti.

In che modo può abbattere i costi della gestione I&O (Infrastructure and Operations) dei business? I due motivi più evidenti: innanzitutto perché si paga solo ciò che si utilizza (pay-per-use): il cloud è infatti cucito su misura per il cliente; inoltre, la manutenzione dell’hardware richiede molte risorse economiche ed umane che solo le grandi multinazionali possono permettersi. Affidarsi ad un cloud comporta quindi un abbattimento dei costi di gestione dell’hardware non dovendo più mantenere una propria infrastruttura IT.

 

5. Non si integra con i sistemi esistenti

Altra bugia! I reparti IT possono, infatti, continuare ad utilizzare l’hardware esistente per creare un Cloud privato. Ci sono specifici tool per integrare dati in sicurezza tra sistemi e applicazioni, così come tra diversi sistemi operativi. L’importante è avere consulenti capaci di aiutare l’azienda a disegnare la migliore strategia Cloud, trarre vantaggio da ciò che già esiste e consentire evoluzioni in futuro.

 

6. Il Cloud fa risparmiare

no_Waste_money.jpg

Il risparmio non deve essere dato per scontato; è necessario innanzitutto analizzare la situazione, valutando il passaggio da un modello capex a opex e soprattutto guardando al di là dei puri conti economici.

A volte riduce i costi, ma le ragioni per migrare su Cloud sono ben altre: in primis per la flessibilità e l’efficienza. Sviluppare strategie aziendali più pratiche ed efficienti pagando per un servizio cloud può rivelarsi una mossa molto più vantaggiosa a lungo termine, quindi in questo caso guardare solo al conto economico non è la cosa migliore da fare!

 

7. Il Cloud è un data-center

Affermazione errata! La maggior parte delle migrazioni verso il cloud non è sinonimo (e non dovrebbe esserlo) di abbandono dei data center. Sono due tecnologie collegate, ma distinte.

 

8. Non offre abbastanza controllo

Non è vero, in quanto il controllo rimane nelle mani del reparto IT. A seconda del modello di piattaforma prescelto, (SaaS, PaaS o IaaS), l’infrastruttura IT viene tecnicamente affidata a un soggetto terzo, in misura maggiore o minore. Tuttavia, un provider affidabile ti darà un controllo capillare sul tuo ambiente. Anzi, grazie al cloud computing, le multinazionali sparse in tutto il mondo probabilmente acquisteranno un controllo di gran lunga maggiore sul proprio personale eterogeneo, fintantoché saranno connesse a Internet. La flessibilità e l’agilità risultano notevolmente migliorate con il cloud computing, che si dimostra essere una soluzione più semplice, rapida ed economica rispetto al tradizionale modello in-house ad approccio diretto.

 

9. Il Public Cloud è l'unico vero Cloud

Assolutamente no! Il Cloud può essere pubblico, privato oppure ibrido. A seconda delle esigenze aziendali ed organizzative, una soluzione può risultare migliore dell'altra. Per avere maggiori dettagli leggi: "Che cosa è il Cloud ibrido e quando rappresenta la migliore soluzione" e "Cloud Pubblico vs Privato: quali sono le differenze?".

 

10. Il Cloud è di "taglia unica"

Altra immensa bugia! I servizi che possono essere erogati sfruttando piattaforme cloud, sono di tre tipologie distinte: SaaS (Software as a Service), PaaS (Platform as a Service) e IaaS (Infrastructure as a Service). Leggi il nostro articolo completamente dedicato a questo argomento: La piramide del cloud: differenza tra IaaS PaaS e SaaS.

 

Insomma, la scelta di migrare sul Cloud è sicuramente una scelta che merita ponderazione e numerose valutazioni, ma vi assicuriamo che l'impegno iniziale sarà più che ripagato nel medio-lungo termine. Durante la vostra ricerca, mi raccomando: evitate di credere ai miti sul Cloud che circolano in rete!

 

Per avere maggiori dettagli su come sfruttare  la Digital Transformation, scaricate gratuitamente il nostro ebook: "5 passi per un'infrastruttura cloud di prima classe". 

New Call-to-action

Share this post

   

Commenti

Prova Red Cloud Gratis per 30 Giorni

Iscriviti alla newsletter

Condividi questo blog

    

Post correlati