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Red Blog

Product Passport: la carta di identità del prodotto per la filiera produttiva, il controllo qualità e la certificazione

Daniele Cardesi,

Product Passport: la carta di identità del prodotto per la filiera produttiva, il controllo qualità e la certificazione

In un contesto sempre più caratterizzato da continui flussi di informazione, anche il processo di identificazione dei prodotti necessita di essere innovato ed integrato con le tecnologie attuali. L'obiettivo del progetto Product Passport è proprio questo: rendere facilmente accessibili tutte le informazioni riguardanti un prodotto a chiunque ne dovesse aver bisogno, dai produttori a chi si deve occupare dello smaltimento, passando per i consumatori.

 

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Oggi le informazioni sui prodotti che acquisti ogni giorno sono spesso incomplete o inadeguate e per risolvere questo problema le aziende hanno deciso di introdurre il cosiddetto Product Passport: una carta d’identità del prodotto per la filiera produttiva, il controllo di qualità e la certificazione. Vediamo di cosa si tratta e come si applica all’Industria 4.0. 

Cos’è il Product Passport?

L’idea di realizzare un passaporto per ogni prodotto venduto nei Paesi dell’Unione Europea è venuta all’European Resource Efficiency Platform: il progetto prevede che, come per il passaporto per le persone, ogni prodotto abbia una sua identità documentata.

Il product passport non contiene solo l’elenco delle componenti, ma anche informazioni su come smontarlo o riparare le parti più a rischio di guasti. Tutti i dati vengono poi inseriti in una banca dati dell’UE, che deve fornire un formato unico per tutti i prodotti venduti nei Paesi del mercato unico UE.
L’unico ostacolo incontrato nell'implementazione del progetto riguarda la riservatezza dei dati, dato che le industrie vogliono proteggere la loro proprietà intellettuale. Avviene tuttavia spesso che le aziende acquistino i prodotti dei concorrenti per scoprire tutte le caratteristiche ed eventuali difetti con il fine di crearne uno migliore da mettere sul mercato, ponendo evidentemente il problema della protezione dei dati in secondo piano.

La tecnologia blockchain per gestire il Product Passport

È possibile applicare la tecnologia blockchain anche nell'ambito dell'Industria 4.0: anche se oggi i progetti di ricerca si incentrano sull’evoluzione della tecnologia stessa o sulle sue applicazioni in ambito finanziario, aumenta sempre più l’interesse per il suo sfruttamento anche nell’industria manifatturiera.

Aziende e startup stanno studiando l’applicazione della blockchain per la gestione e l’auditing della supply chain, ad esempio in combinazione con la stampa 3D, per avviare nuovi processi di produzione.
La tecnologia blockchain può essere quindi utilizzata anche all’interno del progetto Product Passport, per tracciare le certificazioni e altre informazioni importanti sui prodotti, impedendo al contempo la vendita di prodotti contraffatti. In questo modo, infatti,  solo il “passaporto digitale” ne può determinare l’autenticità e l’origine.

Con il Product Passport aumenteranno le informazioni a disposizione dei clienti sui prodotti che consumano ogni giorno e si eviterà di sprecare materiali preziosi dopo la fine del ciclo di vita del prodotto stesso. Rispetto alle soluzioni adottate finora, in cui terze parti indipendenti certificano il prodotto, sarà possibile usare una blockchain per registrare ogni fase del processo di produzione con il vantaggio che anche i trasferimenti di proprietà saranno esplicitamente autorizzati dai responsabili del trattamento.

In una fase successiva il consumatore avrà accesso al product passport tramite la scansione del prodotto con un QR-Code o NFC e accederà direttamente alle informazioni contenute nella blockchain per vedere ogni fase del processo di produzione.

Product Passport e Industria 4.0: un'unione perfetta

La gestione del Product Passport nell’Industria 4.0 tramite la tecnologia blockchain permette di risolvere anche il problema di identificazione dei dispositivi IoT e la riduzione delle eventuali vulnerabilità. Le aziende si sono rese conto che un’identificazione basata sui certificati delle autorità è troppo costosa per l’IoT e non assicura la necessaria scalabilità, pertanto all’interno dell’Industria 4.0 il Product Passport sarà registrato su una blockchain impossibile da manipolare.

Un ulteriore vantaggio portato alle aziende dall’introduzione del Product Passport gestito tramite la tecnologia blockchain è che sarà possibile aggiornare le informazioni sul dispositivo in modo dinamico e aggiungerle ai certificati tradizionali, migliorando il controllo di qualità sui prodotti.

Product Passport: un elemento utile anche allo smaltimento

Mentre i legislatori stanno ancora studiando il concetto di Product Passport, lo sviluppo dell'odierna economia circolare potrebbe agevolare ulteriormente l'affermazione del progetto: nell’industria 4.0 i passaporti dei prodotti contengono, infatti, informazioni importanti anche su come smantellarli e riciclarli. Al termine del ciclo di vita del prodotto, chi si occupa del loro riciclo saprà più facilmente come smaltirlo per riutilizzare le parti ancora valide: ad esempio, ogni prodotto potrebbe includere un codice QR per ottenere le informazioni necessarie.

Nel 2013 la Commissione Europea ha affermato che, grazie al Product Passport, le informazioni sui prodotti saranno “facilmente accessibili e applicabili alla catena di approvvigionamento, facilitando i flussi di materiali efficienti e incoraggiando la creazione di valore nell’economia circolare.”

Infine, sia nell’Industria 4.0 sia nella nuova economia circolare si assiste ad un passaggio di vendita della funzione e non del prodotto in sé per sé, per cui ogni prodotto idealmente non viene mai considerato un rifiuto e resta sempre di proprietà dell’azienda che li produce. Scarti e prodotti obsoleti possono essere riutilizzati per generarne di nuovi, secondo un modello di condivisione e riutilizzo del prodotto che il Product Passport può certamente agevolare.

Ad esempio, il passaporto dei prodotti sarebbe utile per i beni di consumo in rapido movimento, solitamente difficili da mantenere per i produttori.

Product Passport: la proposta di legge in Italia

Dalle premesse viste sopra è stata approvata già nel 2016 la proposta di legge che vuole agevolare l’utilizzo di sistemi di autenticazione e tracciabilità del Made in Italy usando codici univoci per i vari prodotti immessi sul mercato. Si tratta di codici ottimizzati per il mobile, ovvero QR Code e NFC, con cui il consumatore può interagire semplicemente con lo smartphone per sapere dove e come è stato realizzato il prodotto.
Le aziende che forniscono soluzioni IoT offrono pertanto servizi di Product Passport per l’etichettatura intelligente, applicata a tantissimi settori: mondo agroalimentare, abbigliamento, pelletteria, accessori, calzature, cosmetici, farmaci, meccanica e tanto altro ancora.

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