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Smart Blog

Davide Avella

Davide Avella

Graduated masterful in “Business and Public Communication” at the University of Salerno, he is earning a master in "Big Data and Social Mining" at the University of Pisa.

Business Intelligence e Supply Chain: come evitare le rotture di stock

Davide Avella,

L'organizzazione non può lasciare il minimo spazio all'improvvisazione. Specialmente quando parliamo di gestione delle scorte di magazzino. In un processo produttivo e logistico servirebbero ben più di due occhi per tenere sotto controllo tutte le componenti della supply chain. E forse non basterebbero neppure quelli!

D'altronde il contesto in cui i gestori del retail si trovano a lavorare è profondamente cambiato nel giro di pochi anni. Il mercato è bombardato da dati e informazioni che arrivano da fonti molto diverse tra loro, e la globalizzazione ha reso molto più complesso il sistema delle forniture che ora coinvolge soggetti operanti in tutto il mondo, spesso in rapporti di interdipendenza difficili da decodificare.

 

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5 colossi del business che si sono evoluti grazie ai Big Data

Davide Avella,

 

Il problema non è trovarli, perché in realtà ne siamo letteralmente sommersi. Il problema, semmai, è imparare a capirli. I dati sono ovunque e non è più un mistero  che sono diventate potenze mondiali sono quelle che sono riuscite a utilizzarli a proprio vantaggio. I nomi di Google, Amazon, Apple e Facebook, per citare soltanto i più noti, dovrebbero dirti qualcosa...  Ma la consapevolezza si sta diffondendo anche tra chi non è un colosso: già tre anni fa, uno studio di Accenture evidenziava come le imprese con progetti sui Big Data in corso fossero soddisfatte dei risultati nel 92% dei casi, e come l'89% dei dirigenti considerasse i dati “molto importanti” o “estremamente importanti” per la propria azienda. In Italia, secondo l'Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence del Politecnico di Milano, lo scorso anno sono stati investiti 1,1 miliardi di euro per acquistare soluzioni di analytics dei big data, tra software, servizi e infrastrutture abilitanti (capacità di calcolo, server e storage), con un incremento del 22% rispetto al 2016.

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Sentiment Analysis: come descrivere positivamente i propri prodotti

Davide Avella,

450 mila tweet. 3,5 milioni di ricerche su Google. 16 milioni di messaggi di testo. 150 milioni di email inviate. Questa è solo una piccolissima parte di quello che succede ogni sessanta secondi su Internet, un assaggio di tutte le parole che inondano la rete! Il testo, d'altronde, ricopre da sempre una funzione essenziale nella comunicazione e, ora che l'interazione con il cliente si è spostata dal banco del negozio agli scaffali virtuali dei siti eCommerce, l'esplosione di dati testuali si traduce in diverse opportunità per il mondo del retail e in nuove sfide per analisti ed esperti di comunicazione.

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Le dashboard che un retail manager dovrebbe sempre controllare

Davide Avella,

Fin dall'alba dei tempi, la capacità di saper guardare da un'altra prospettiva si è tradotta in qualcosa di grande: brillanti intuizioni scientifiche, eterne sinfonie musicali, gloriose vittorie sui campi di battaglia. 

Considerato che oggi ciò che ci circonda passa quasi esclusivamente attraverso le informazioni che riceviamo, si rende necessario guardare anche i business sotto una nuova luce, una prospettiva che garantisca una visione quanto più completa possibile. I manager del commercio al dettaglio sono alla costante ricerca di strumenti di business intelligence per il retail che permettano loro di sistematizzare e ricavare valore dalla mole di dati con cui sono chiamati quotidianamente a confrontarsi.

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I vantaggi dell'analisi geospaziale della Business Intelligence per il Retail

Davide Avella,

Proviamo a posizionare i continenti su un piano. Senza neanche pensarci più di tanto, sappiamo disporli come li abbiamo sempre visti fin da piccoli: al centro l'Europa, in basso l'Africa, a sinistra le Americhe e a destra l'Asia, in basso a destra l'Oceania e se siamo attenti ci ricordiamo pure l'Antartide lungo tutto il lato inferiore. Molto probabilmente ci ricorderemo la più classica delle rappresentazioni, la mappa detta “di Mercatore”, dall'omonimo cartografo che l'ha ideata.

La proiezione in questione in realtà altera le effettive dimensioni dei territori: il Nord America con i suoi 19.000 chilometri quadrati appare decisamente più esteso sia del Sud America (17.000 Km²) che dell'Africa (30.000 Km²). Mentre l'Europa sembra molto più grande di quello che effettivamente è: “solo” 10.000 Km².

Le carte geografiche sono uno dei modi più antichi di leggere e interpretare la realtà. Per secoli i governanti hanno usato carte per mantenere il controllo di un territorio e di conseguenza della popolazione che ci vive.

Anche nel mondo del retail la conoscenza del territorio è un aspetto cruciale. Solo un'attenta analisi dell'ambiente circostante consente di identificare un punto strategico per l'apertura di un punto vendita, lontano da eventuali competitor, diretti o indiretti, dove si concentrano molti e profittevoli clienti.

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3 step per guadagnare con il Big Data Management nel Retail

Davide Avella,

L'eCommerce B2C in Italia sembra non conoscere la crisi dei consumi. Il consumatore sta piano piano cominciando ad abituarsi all'idea di poter effettuare acquisti tramite il web: spesso guidati dalla comodità e dal vantaggio economico che l'eCommerce può offrire, ma soprattutto affascinati dall'enorme disponibilità di prodotti, dai più comuni ai più bizzarri e introvabili.

Ma se da una parte il consumatore ha ormai accesso a un'infinità di prodotti e servizi, dall'altra le aziende entrano in possesso di una quantità di dati mai vista prima, provenienti dalle fonti più diverse: sito web, social network, concorrenza, clienti sia nello store online che nel negozio fisico, dipendenti e molto altro. Ma come sfruttare questa miniera chiamata Big Data?

La Business Intelligence per il Retail può aiutare a scavare a fondo nei dati per estrarre informazioni utili per il business e per assicurare ai retailer maggiori introiti grazie al vantaggio sulla concorrenza. Come? Seguendo 3 passaggi:

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Prevedere l'imprevedibile: la sfida del Sales Forecasting nel Retail

Davide Avella,

L'umorismo di Oscar Wilde è proverbiale. “Prevedere l'imprevedibile è segno di un intelletto profondamente moderno. Chissà se si riferisce al suo di intelletto. Una cosa è certa: gli aforismi di Wilde non mancano certo di modernità.

L'imprevedibilità ha giocato un ruolo essenziale nei cambiamenti che hanno caratterizzato il secolo scorso. Forse nemmeno le menti più moderne potevano lontanamente immaginare lo sviluppo tecnologico in cui oggi siamo immersi.

Per un retail manager, però, non basta essere moderno. Saper ascoltare, risolvere i problemi velocemente, gestire le situazioni di crisi, essere costantemente aggiornati: sono solo alcune delle capacità richieste a un moderno retail manager. A queste negli ultimi anni se ne sono aggiunte altre dal mondo dell'analisi dei dati che vanno dalla capacità di analizzare contesti con metodi statistici alla costruzione di modelli in grado di prevedere come andranno vendite, promozioni, campagne di marketing e lanci di nuovi prodotti.

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Cosa può fare la Business Intelligence per il Retail?

Davide Avella,

"Qualche anno fa i Big Data entravano non solo nelle strategie di business, ma nella vita di tutti. Hanno trasformato ogni processo! Il mondo del retail tradizionale ha ceduto il passo a un nuovo modo di vendere che ha divorato e rielaborato tutti i modelli precedenti. Una strategia di Business Intelligence nel Retail non è più una scelta innovativa, ma una vera e propria necessità per chi intende affermarsi sul mercato."

Lo stralcio è stato preso integralmente da un articolo che sarà pubblicato su qualche blog tra qualche anno, a occhio e croce nel 2020. Analisti e guru sono tutti dello stesso avviso: il passato del blog del futuro è il nostro presente. Forse il prossimo futuro. Ma solo chi riuscirà a cavalcare l'onda della nuova rivoluzione avrà successo.

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Sulle tracce dei clienti: in store tracking nel Retail

Davide Avella,

Le industrie della Wayne Enterprises forniscono da sempre tecnologie all'avanguardia. Rigorosamente non convenzionali: pensa alla Batmobile, un ibrido tra un’auto e un carro armato, e a tutti i gadget di cui Batman si serve nelle sue missioni.

La Batmobile non è che una delle tante armi a disposizione del Cavaliere Oscuro per combattere i malvagi di Gotham City. Nell'omonimo film del 2008 in aiuto della giustizia arriva anche il GPS. Mentre Joker è alle prese con sadici giochi, Batman lo rintraccia grazie ai telefoni cellulari dei cittadini che sulla mappa costruiscono una fitta rete di collegamenti. Sostanzialmente, è in grado di monitorare qualsiasi cosa sospetta si muova a Gotham City.

Che gli smartphone siano un potente strumento di monitoraggio oramai è chiaro a tutti. Quello che forse non è chiaro è che la possibilità di controllare gli spostamenti di una persona possa essere una fonte di dati molto interessante non solo per Batman e altri giustizieri della notte, ma anche per i retail manager.

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Guerra, dati e magazzini: "L'arte della Business Intelligence"

Davide Avella,

Non tutti gli storici sono d’accordo ma pare che se avessimo rovistato tra gli oggetti personali di Napoleone, Mao Zedong o del generale MacArthur avremmo trovato un libricino scritto secoli prima in Cina: «L’arte della guerra» del generale e filosofo cinese Sun Tzu. Un libro che ha segnato la strategia militare prima in Europa e poi nel mondo.

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