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Come scegliere e misurare i giusti Business Intelligence KPI in 4 step

Davide Avella,

Come scegliere e misurare i giusti Business Intelligence KPI in 4 step

Tre lettere importantissime: KPI, Key Performance Indicator. Ovvero la cartina tornasole del business, uno strumento che può svelare se e quanto l’azienda è in salute. I KPI sono la premessa e le fondamenta della Business Intelligence, ossia l’insieme di quegli strumenti che riescono a leggere tra le righe dei dati e scovare preziose indicazioni strategiche, mentre la Data Visualization è la dimensione in cui tali numeri e dati di altro tipo diventano fruibili, intuitivamente, in forma visiva.

KPI, Business Intelligence e Data Visualization sono i tre strumenti necessari a pilotare le aziende verso la serenità finanziaria, il successo commerciale, la soddisfazione dei clienti, la popolarità del marchio e numerosi altri obiettivi. Già, perché gli obiettivi possono essere molteplici, riferiti all'azienda intera o alle singole divisioni, mentre i dati sono eterogenei, frammentati, a volte incompleti. Potrebbero regalare informazioni preziose, ma non sappiamo ascoltarli. Da dove si comincia?

 

 

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Ma partiamo da un’altra domanda. Il percorso che comincia dai dati, attraversa i KPI e arriva agli insight di Business Intelligence può essere tortuoso, dunque viene spontaneo chiedersi se valga la pena imbarcarsi nel viaggio. E la risposta è sì. Identificare gli indicatori di performance giusti potrebbe aiutarti a raggiungere più facilmente i tuoi obiettivi, qualunque essi siano: aumentare le vendite, velocizzare il lancio di nuovi prodotti e servizi, entrare in una nicchia di mercato, superare un concorrente, ridurre i costi, migliorare la brand awareness e molto altro ancora. Perché qualsiasi tua scelta sarà motivata, oggettivata e sostenuta da dati concreti. E non solo: i risultati delle azioni messe in campo verranno a loro volta misurati, in un circolo (virtuoso, si spera) continuo. Inseguire KPI sbagliati, poco significativi o confusi, al contrario, può essere controproducente.

Con questa consapevolezza, allora, iniziamo a compiere il primo passo nel viaggio dei KPI: capire quali metriche possano essere misurate. Dopo sarà necessario selezionare, tra i molti possibili, i soli indicatori che contano davvero, per poi alimentarli con i dati. Infine, potremo mettere gli occhi sulle analisi: con i cruscotti aziendali, chiamati anche dashboard, la Business Intelligence trova la sua dimensione visiva.

1. Definisci i tuoi obiettivi

Definisci i tuoi obiettiviI traguardi da raggiungere non sono uguali per tutti, ma dipendono dal tipo di azienda e dal dipartimento in cui si opera: un direttore commerciale punterà ad aumentare le vendite, un addetto alle risorse umane vorrà elevare le competenze o la produttività del personale, un responsabile marketing sarà interessato magari a misurare i risultati di una campagna. Se questa considerazione è quasi ovvia, definire concretamente gli obiettivi non è altrettanto scontato. Allora, nello scegliere quali Business Intelligence KPI misurare, parti da questa domanda: come posso migliorare la mia attività? Lanciando nuovi prodotti, o aumentando il tasso di conversione, o trovando nuovi clienti, oppure migliorando la situazione finanziaria o modificando il posizionamento di mercato? Riflettendo sulle risposte, capirai dove focalizzare i tuoi sforzi.

2. Scegli i tuoi KPI (senza esagerare!)

Scegli i tuoi KPI (senza esagerare!)Una volta definiti gli obiettivi da raggiungere, li potrai racchiudere in un certo numero di KPI. Quanti e quali? Al primo quesito non c’è una risposta precisa, ma in linea di massima è probabile che, dopo la prima stesura, tu debba sacrificare qualcosa. Monitorare troppi indicatori, infatti, può essere dispersivo e inefficace ai fini delle attività di Business Intelligence. Selezionare un numero compreso tra sette e dieci KPI, invece, ti consentirà di ottenere metriche specifiche senza produrre un eccesso di informazioni difficili da esplorare. Anche la seconda domanda non ha un’unica risposta possibile, perché la rilevanza delle metriche è legata agli obiettivi, che sono a loro volta dipendenti dal tipo di azienda o attività.

Tuttavia, alcuni KPI sono certamente ricorrenti e applicabili a svariati scenari. Ti occupi di marketing? Potrà interessarti misurare la brand awareness, il tasso di conversione, il traffico di un sito Web o le interazioni sui social media. Sviluppi applicazioni? Allora è probabile tu voglia capire quante vulnerabilità sono presenti nel software, quanto dura il ciclo del development, quanti utenti usano le tue app e da quali dispositivi. Lavori nel settore retail? Il successo dei prodotti si misura non solo attraverso il numero di utenti, ma anche grazie al livello di soddisfazione del cliente o, viceversa, con i reclami.

3. Misura i dati a tua disposizione

Misura i dati a tua disposizioneA questo punto sei a metà dell’opera: hai definito una serie di schemi che ora vanno riempiti con i dati. Per capire come, ancora una volta dovrai farti delle domande: un buon punto di partenza è interrogarsi sul modo in cui l’azienda prende le sue decisioni. Si basa su certi tipi di informazione e ne trascura altri? Quali dati raccoglie, quali le sfuggono? Una volta che avrai capito quali fonti usare, potrai strutturare il modello di analisi del KPI e infine darlo “in pasto” alla soluzione di Business Intelligence. Quest’ultima si farà carico di preparare ed eventualmente “ripulire” (normalizzare, in gergo) i dati di partenza, gestirli e analizzarli. I Business Intelligence KPI più efficaci tipicamente combinano tra di loro diverse fonti di dati non omogenei (per esempio, derivati dal CRM e da servizi come Google Analytics e Adwords) e questo rappresenta un’ulteriore complicazione: dovrai quindi scegliere una soluzione di Business Intelligence che sia comprensiva di “connettori”, cioè funzioni di collegamento tra diverse fonti di dati e applicazioni.

4. Guarda, esplora, interroga le dashboard

Guarda, esplora, interroga le dashboardHai individuato i KPI e hai cominciato a raccogliere dati, ora è il momento di iniziare a esplorarli. Sappiamo bene che oggi i dati tendono a essere numerosi, eterogenei, difficili da catalogare e da comprendere. Ma c’è una buona notizia: non è necessario essere dei tecnici, né perdersi tra i meandri di numeri o tabelle per comprendere i messaggi racchiusi nei KPI. Quei messaggi assumono una forma visuale e interattiva nelle dashboard aziendali, che rappresentano il ponte di collegamento tra gli indicatori e la Business Intelligence vera e propria. Si tratta di interfacce digitali contenenti grafici di diverso tipo, i più adatti a rappresentare un certo tipo di informazione o a soddisfare le curiosità di una certa figura aziendale. Qui capirai, a colpo d’occhio, non solo quali attività siano allineate agli obiettivi e quali no, ma potrai anche scavare tra i dati andando alla ricerca dei dettagli digitando delle query o modificando la visualizzazione di un grafico.

Una dashboard fatta su misura dei tuoi KPI

Una dashboard fatta su misura dei tuoi KPILe dashboard possono fornire panoramiche generali oppure molto specifiche e si adattano all’utente, mostrando solo le analisi interessanti per lui. È possibile, per esempio, personalizzare la visualizzazione in base all'identità di chi la consulta, sia egli un amministratore delegato, un direttore marketing, un addetto alle vendite e così via. E non finisce qui: lungi dall'essere oggetti statici, le dashboard sono interattive. Questo significa poterle esplorare e interrogare, ottenendo risposte specifiche a specifiche domande. In una interfaccia ben progettata filtri di vario tipo, orizzontali o verticali, tematici o cronologici o altro ancora, semplificano il lavoro d'indagine. Solitamente è anche possibile cercare conferme e dettagli esaminando le informazioni direttamente alla fonte, cioè nel database correlato.

 

I dati possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi, ad accorgersi dei problemi e a risolverli, a migliorare le performance della tua attività e magari a scoprire nuove opportunità che non credevi esistessero. Il segreto, però, sta nel capire su quali dati concentrarsi, ed è proprio grazie ai Business Intelligence KPI che puoi tenere sotto controllo i dati che contano davvero. Con gli strumenti di Business Intelligence si aprono nuove opportunità per le aziende: se vuoi scoprire quali, non ti resta che scaricare l’ebook gratuito Guida alla Business Intelligence per le aziende, cliccando sul pulsante qui sotto!

 

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