<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336490476836615&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Smart Blog

L'analisi What-if nella Business Intelligence: «Cosa accadrebbe se…»

Davide Avella,

Analisi what-if

“Che cosa succederebbe se la realtà fosse diversa?” Questa è la domanda a cui l’analisi what-if cerca di rispondere, e non si tratta di un esercizio di immaginazione ma di un valido strumento di Business Intelligence.

Di che cosa stiamo parlando? Nulla che tu non abbia già trovato fra le pagine di un libro o sul grande schermo. Esplorare mondi possibili è il pane per i denti della letteratura e del cinema, come esemplificato dal film Sliding Doors: nella pellicola che nel 1997 portò al successo l’attrice Gwyneth Paltrow, le vicende sentimentali della protagonista, Helen, ruotano con la trottola del destino. Un destino simboleggiato dalle porte di un treno della metropolitana di Londra che si chiudono troppo tardi o troppo presto, a seconda della “dimensione” dell’universo raccontato: in una Helen prende il treno, nell’altra è costretta ad aspettare la corsa successiva. E questo dettaglio determina una serie di eventi che, a cascata, arrivano a produrre esiti opposti.

 

Scopri come usare la Business Intelligence per la tua azienda!

 

Il regista di Sliding Doors ha tratto ispirazione dalla filosofia di Leibniz e dalle teorie sugli universi paralleli della letteratura di fantascienza. Ma il film è anche un po’ una metafora della gestione aziendale: immagina che ogni tua scelta di lavoro sia un po’ come l’ingresso in una porta che scegli di varcare, che si apre e chiude nei tempi giusti o magari troppo presto o troppo tardi. Quali saranno le conseguenze delle tue decisioni? Non è una domanda esistenziale, ma una domanda di business: ed è qui che l’analisi what if può tornarti utile, mostrandoti scenari alternativi sviluppati a partire da un “se”.  

L’ipotesi racchiusa nel “se” viene formulata sulla base di ciò che interessa valutare: una diversa strategia, un investimento, un’operazione societaria, e via dicendo. Più specifica la domanda, più chiara l’indicazione che se ne trae. “Se le vendite calassero del 5%, quanto peggiorerebbero i profitti?”, oppure “È più conveniente l’acquisto di un macchinario o è meglio prenderlo a noleggio?”, o ancora “Qual è il prezzo minimo a cui poter vendere un prodotto senza andare in perdita?”. Tipico è l’impiego di questo strumento nel commercio tradizionale ed elettronico, nelle analisi finanziarie, nella pianificazione e valutazione delle attività di marketing, nella gestione della produzione.

Dai dati ai modelli, passando per le ipotesi

Diversamente da quanto avviene in film e romanzi, con la Business Intelligence non serve scatenare la fantasia: lo scenario prende forma sulla base di elementi oggettivi, i dati. Ci sono però molti modi di impiegare i dati per trarne indicazioni, così che le scelte siano più consapevoli e più probabilmente azzeccate. L’approccio what-if è quello giusto per te oppure ti converrebbe usare altri strumenti di Business Intelligence? La risposta, assai classica, è: dipende. Con questo metodo troverai vantaggi ma anche qualche limite.

Che cos’è l’analisi what-if?

Partiamo dalla definizione: il what-if è una simulazione, un modello basato sui dati il cui scopo è quello di valutare l’impatto di una variabile (quindi di una scelta di business, per esempio un investimento, una politica di prezzo, eccetera) su altre variabili (per esempio i ricavi, i costi o i profitti). Il modello è sostanzialmente una rappresentazione semplificata dell’azienda o di una sua componente. Storicamente la metodologia si è sviluppata nell’ambito della statistica multivariata che usa, come suggerisce il nome stesso, più variabili per la costruzione di scenari. Successivamente ha trovato terreno fertile nel mondo finanziario per stimare flussi di liquidi, in quello assicurativo per la gestione del rischio, e in ambito IT per modelli e tecniche di simulazione.

Questo tipo di attività rientra nella categoria dei predictive analytics, cioè quelli che producono delle previsioni sul futuro (solitamente a medio e lungo termine) a partire da dati storici o di tendenza e per fini di Business Intelligence, cioè per la ricerca di indicazioni utili alle strategie aziendali. Variando alcuni parametri è possibile simulare diversi scenari e, quindi, capire quale impatto avrebbe una determinata scelta sui costi, sui ricavi, sui profitti e così via.

Che cosa non è l’analisi what-if?

Abbiamo detto che il what-if non consente le elaborazioni complesse di altri tipi di Business Intelligence. Non è nemmeno una previsione intesa nel senso classico del termine, come forecasting, ovvero una proiezione derivata estrapolando tendenze da una serie di dati storici. Qui non si tratta solo di immaginare il futuro a partire dal passato, bensì di valutare uno o più futuri possibili e alternativi attraverso un modello matematico. 

Che cosa può fare per te?

Con l’analisi what-if solitamente si costruiscono tanti scenari quanti sono i valori assunti dalle variabili prese in considerazione: ipotizzando di vendere un prodotto a uno, due o tre euro, per esempio, si dovranno realizzare tre simulazioni di scenari alternativi. Oltre a consentire di prevedere futuri possibili (“che cosa succederebbe se…”), queste analisi permettono di capire come sarebbe diverso il presente se potessimo tornare indietro nel tempo per modificare qualcosa (“che cosa sarebbe successo se…”). I risultati possono essere consultati tramite semplici fogli di calcolo o strumenti di Business Intelligence più raffinati, capaci di integrarsi con database di dati storici.

Questione di tempo, questione di qualità

Dalle simulazioni dell’analisi what-if i manager traggono diversi vantaggi. Innanzitutto, guadagnano tempo: possono compiere le loro scelte più rapidamente, dato che hanno sotto controllo i pro e contro di ciascuna. Non soltanto il processo decisionale si velocizza, ma migliora in qualità, poiché i dati forniscono dei punti di riferimento oggettivi e quantificabili. In molti casi, inoltre, le aziende possono prendere decisioni in autonomia senza doversi rivolgere a consulenti esterni. Non è raro, infine, che dalle analisi nascano spunti e spiragli aperti su nuove strade da battere (lo sviluppo di un nuovo prodotto, l’inseguimento di un nuovo target di clientela, l’ingresso in un nuovo mercato e altro ancora).

Predire il futuro… senza tirare a indovinare!

Anche nel lavoro, e non solo nella vita privata, ci si interroga sul destino, sui bivi in cui si incrociano strade diverse e sulle possibili destinazioni. Mentre, però, per conoscere il futuro come individui possiamo solo affidarci a oroscopi e cartomanti, il destino di un’azienda o di un progetto lavorativo è almeno in parte prevedibile. Non a caso la chiamiamo “analisi predittiva”. Il what-if non è una sfera di cristallo bensì uno strumento scientifico, saldamente ancorato ai dati e alla logica.

 

A questo punto, forse, ti starai chiedendo che cosa accadrebbe se prendessi una certa decisione, oppure quella opposta… Prova a chiederti questo: che cosa succederebbe se leggessi la nostra guida completa alla Business Intelligence per le aziende, a tua disposizione in un clic? Possiamo dirti che cosa accadrebbe se non lo facessi: perderesti informazioni e approfondimenti sull’uso dei dati, dei KPI, delle dashboard, dell’analisi what-if e di altri strumenti utili per avere successo e far crescere la tua attività!

New call-to-action

Share this post

   

Commenti

New call-to-action

Iscriviti alla Newsletter

Condividi questo blog