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GDPR e protezione dei dati: la Sentiment Analysis su Facebook dopo Cambridge Analytica

Cinzia Tavernari,

 

GDPR e Facebook

In questo periodo abbiamo timore del GDPR come una, dieci, cento spade di Damocle sulle nostre teste. Le sanzioni che riguardano la protezione dei dati stanno spingendo le imprese ad adeguarsi alle misure richieste dal nuovo regolamento europeo: come si sta comportando un’azienda con moltissimi utenti come Facebook? Come cambia la Sentiment Analysis su questo social network, considerato che attinge a informazioni lasciate degli utenti stessi?

 

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Il 27 giugno 2017 Mark Zuckerberg annuncia ufficialmente che Facebook ha raggiunto i 2 miliardi di utenti, confermandosi come il social network più popolare al mondo. Erano ormai otto anni che Facebook godeva di questa condizione privilegiata, registrando una crescita costante di 20 milioni di utenti attivi ogni mese, e tutto lasciava pensare che il trend sarebbe continuato ancora a lungo. Una situazione confermata anche dalla costante ascesa del titolo in borsa, che il primo febbraio 2018 arriva a valere oltre 190 dollari ad azione. Paradossalmente, è proprio a partire da questa data che le cose cominciano ad andare male per la piattaforma blu. Nonostante un fatturato da record, Mark Zuckerberg annuncia che il numero di ore trascorso dagli utenti sul social è diminuito, forse sulla scia dei cambiamenti alla piattaforma introdotti da Facebook stesso per garantire che il social network "non sia solo divertente da usare ma anche positivo per il benessere degli utenti e della società". Parole ironicamente profetiche alla luce del "caso" Cambridge Analytica che travolge Facebook appena qualche settimana dopo.

Ed ora? Che ne sarà di Facebook? Conviene ancora a un brand mantenere su questo social network una pagina aziendale, considerando anche l'entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation) in Europa il prossimo 25 maggio 2018?

A conti fatti, sembra proprio di sì. Le azioni di Facebook sono di nuovo in rialzo e, paradossalmente, è proprio la prossima applicazione del GDPR che permette di rispondere affermativamente alla domanda precedente.

 

Il GDPR: oltre le “misure di protezione minime”

Misure di protezione del GDPR

Il punto probabilmente più significativo del GDPR consiste nel superamento del concetto di "misure di protezione minime". Quest'ultimo viene sostituito con quello di "misure di protezione adeguate" nei confronti dei dati degli utenti. Tutte le organizzazioni, quindi, dovranno impegnarsi a fare tutto il possibile per garantire un'effettiva e completa tutela della privacy e non più solo il minimo indispensabile come nel periodo precedente al GDPR.

Qualora dei dati sensibili venissero comunque copiati, trasmessi o rubati da un soggetto non autorizzato, l'organizzazione che detiene i dati avrà il compito di fornire le informazioni necessarie a valutare la gravità dell'accaduto entro 24 ore dall'incidente mentre disporrà poi di 3 mesi per fornire tutta la documentazione prevista dalla legge al garante per la privacy.

Infine, è importante ricordare che il GDPR permette all'autorità europea di sanzionare anche imprese fuori dai confini della comunità europea ogni volta che sarà violata la privacy di un utente che risulta residente nella UE.

 

Le nuove restrizioni del GDPR su Facebook

Restrizioni del GDPR su Facebook

 

Come abbiamo capito, il GDPR permette di restituire agli utenti pieno potere sui dati che pubblicheranno sui social media, mettendoli al riparo da abusi come quelli perpetrati da Cambridge Analytica. In poco tempo le cose sono cambiate moltissimo e se fino a pochi anni fa, a seconda delle impostazioni di sicurezza selezionate dall'utente, alcune app di Facebook permettevano di avere accesso, tramite API, a determinate informazioni personali dell'utente e dei suoi amici, ora questo non è più possibile. Prima di poter essere pubblicata su Facebook, ogni app deve attualmente sottoporsi a un restrittivo processo di review controllato da Facebook, spiegare come utilizzerà i dati che raccoglierà e fornire un documento dettagliato della privacy policy che applicherà. Queste nuove regole non riguardano solo i profili privati degli utenti nel momento in cui sottoscrivono alle nuove app, ma anche le pagine pubbliche dove gli utenti esprimono le loro opinioni sui loro brand preferiti, sulle star che ammirano o sulle squadre di calcio di cui sono tifosi. In questi casi bisogna disporre di particolari permessi anche solo per avere accesso al nickname dell'utente autore di un commento.

 

L'avvento del GDPR sembra dunque essere provvidenziale per ristabilire la fiducia tra gli utenti e i social media, almeno nel caso dell'Europa; il nuovo regolamento europeo potrebbe davvero essere la svolta che porterà a un utilizzo più positivo e consapevole e meno passivo dei social media, come auspicato dallo stesso fondatore di Facebook.

Questa fiducia è fondamentale anche per le aziende che hanno investito nella loro presenza su questo social media e che potranno continuare a usare questa piattaforma come veicolo preferenziale e snello per la comunicazione con la loro customer base, finalmente rassicurata sull'utilizzo dei propri dati.

 

La Sentiment Analysis su Facebook: cosa possiamo analizzare 

Sentiment Analysis su FacebookMa con tutti questi cambiamenti, cosa ne è della Sentiment Analysis? I testi condivisi dagli utenti sui social media - non solo su Facebook - costituiscono spesso una delle maggiori fonti di informazioni per gli studi di Sentiment Analysis e questo non solo in ambito commerciale, ma anche nel campo della ricerca. Come abbiamo spiegato prima, le informazioni condivise dagli utenti su pagine che non sono pubbliche sono ora inaccessibili; ciò vuol dire che i messaggi che decido di scrivere sul mio profilo o su quello di uno dei mie amici non possono essere utilizzati né a fini commerciali né di ricerca.

Con alcune limitazioni, invece, è ancora possibile accedere ai messaggi che gli utilizzatori di Facebook condividono sulle pagine pubbliche, cioè quelle pagine visibili a tutti gli utenti del social media senza distinzioni. Niente paura, però, perché anche se i messaggi compaiono sulla pagina pubblica, questa tutela comunque la privacy dei suoi fan impedendo di andare a sbirciare nei profili di utenti con i quali non siamo collegati, di citarli o di taggarli, sempre seguendo le regole delle impostazioni di sicurezza che noi avremo settato nel nostro account.

 

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