<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336490476836615&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Smart Blog

Guerra, dati e magazzini: "L'arte della Business Intelligence"

Davide Avella,

L'arte della Guerra | Dati e Storage | Business IntelligenceNon tutti gli storici sono d’accordo ma pare che se avessimo rovistato tra gli oggetti personali di Napoleone, Mao Zedong o del generale MacArthur avremmo trovato un libricino scritto secoli prima in Cina: «L’arte della guerra» del generale e filosofo cinese Sun Tzu. Un libro che ha segnato la strategia militare prima in Europa e poi nel mondo.

 

Scopri gli strumenti più innovativi del mondo della Business Intelligence!

 

Non sappiamo quale aforisma dell’autore preferissero i tre generali. Ce n’è uno però diventato particolarmente famoso, citato in numerosi manuali di economia, di problem solving e teoria dei giochi. «Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia».

L’insegnamento di Sun Tzu è chiaro: per prendere qualsiasi decisione strategica è necessario ricostruire con precisione il contesto, tenere sotto controllo le variabili e analizzare l’ambiente circostante dal maggior numero di angolazioni.

Se contestualizziamo il pensiero di Sun Tzu al Business, la crescita esponenziale dei dati e dei metadati, l’affermazione dei Big Data, la nascita di nuovi paradigmi, sottopongono sempre più al management il problema di «conoscere se stessi» profondamente, discernere le informazioni utili da quelle superflue, sistematizzare i processi di acquisizione e manipolazione dei dati, e cosi nasce L'arte della Business Intelligence.

La maggior parte delle aziende registra un sempre crescente ammontare di informazioni su database gestiti da DBMS relazionali, con architetture e linguaggi spesso molto diversi fra loro: SQL Server, Oracle, PostgreSQL, Access e tanti altri. Queste tecnologie, però, sono pensate e costruite per ottimizzare i processi d’inserimento e di aggiornamento dei record, non certo per estrarre conoscenza da mettere a disposizione dei decisori. Il proliferare di database non relazionali, poi, complica ancora di più l’accesso ai dati. Non c’è poi da meravigliarsi se si espandono a macchia d’olio fogli di calcolo sui desktop in ufficio per avere le informazioni sempre a disposizione. Questo comporta duplicazioni, dati non corretti e, il più delle volte, non validati.

Una frammentazione così evidente è un limite per il monitoraggio che diventa un’attività laboriosa, costosa in termini di risorse e il più delle volte inefficiente. Per sopperire a queste mancanze ci si affida a report statistici, incapaci di fornire ai decisori le prospettive di cui avrebbero bisogno per «avere le stesse probabilità di vincere e perdere» - citando ancora una volta Sun Tzu.

Kung Fu Panda e la Business Intelligence - E' fondamentale imparare a reagire rapidamente
Source: pandawhale.com

A questo punto immaginiamo di avere un magazzino, un luogo dove conservare le informazioni con uno schema tarato sulle esigenze dell’organizzazione. L’accesso è semplice, immediato e i dati sono a portata di mano in qualsiasi momento. Sarebbe perfetto. Bene, la Business Intelligence è costruita proprio intorno a questo concetto, il datawarehouse. L’espressione Business Intelligence rientra in quelle che i linguisti sono soliti definire «ombrello», poiché indica una serie di concetti legati fra loro ma leggermente diversi.

Quando si dice Business Intelligence si parla di un sistema in grado di custodire il patrimonio informativo di un’impresa con metodi, processi e tecnologie: i dati provenienti da diverse sorgenti sono immagazzinati in un database appositamente costruito, il datawarehouse. Elaborazioni e aggregazioni trasformano successivamente le informazioni in analisi per supportare decisioni di carattere operativo e strategico. A questo punto è possibile costruire report statici, dinamici o dashboard interattive (reporting); costruire analisi OLAP che permettono di navigare i dati da un punto di vista multidimensionale; immaginare scenari futuri con simulazioni WHAT - IF basandosi sui dati storici e superando il limite delle interrogazioni al database; sfruttare tecniche di Data Mining per estrarre associazioni nascoste fra i dati.

Grazie all’implementazione di un sistema di Business Intelligence si prendono decisioni più consapevoli che possono portare anche alla scoperta di nuove opportunità tra le risorse che si hanno già a disposizione. Inoltre è più facile monitorare e analizzare i KPI rispetto agli obiettivi di business e alla vision aziendale. Infine semplificare la condivisione delle informazioni significa allineare velocemente tutte le aree aziendali, aumentando le performance.

Se dovessimo contestualizzare al business l’Arte della Guerra di Sun Tzu, allora sicuramente l’uso della Business Intelligence ti da la possibilità di conoscere te stesso e il tuo nemicoNon resta che chiederci se la Business Intelligence possa essere uno strumento per la vittoria della battaglia. Senza ombra di dubbio permette di prepararsi al meglio. E su quest’aspetto Sun Tzu non aveva dubbi: «Non bisogna organizzare i propri piani in base a ciò che il nemico potrebbe fare, ma alla propria preparazione». E la tua preparazione non può che dipendere dagli strumenti in tuo possesso: scarica gratuitamente il confronto tra i 3 migliori software di Business Intelligence, individua quale sia il migliore per la tua azienda e comincia la tua preparazione. Ti basta un clic:

Pentaho vs QlikView vs SAP B.O.

Share this post

   

Commenti

New call-to-action

Iscriviti alla Newsletter

Condividi questo blog