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I vantaggi dell'analisi geospaziale della Business Intelligence per il Retail

Davide Avella,

Mappa di Marcatore | Dati geospazialiProviamo a posizionare i continenti su un piano. Senza neanche pensarci più di tanto, sappiamo disporli come li abbiamo sempre visti fin da piccoli: al centro l'Europa, in basso l'Africa, a sinistra le Americhe e a destra l'Asia, in basso a destra l'Oceania e se siamo attenti ci ricordiamo pure l'Antartide lungo tutto il lato inferiore. Molto probabilmente ci ricorderemo la più classica delle rappresentazioni, la mappa detta “di Mercatore”, dall'omonimo cartografo che l'ha ideata.

La proiezione in questione in realtà altera le effettive dimensioni dei territori: il Nord America con i suoi 19.000 chilometri quadrati appare decisamente più esteso sia del Sud America (17.000 Km²) che dell'Africa (30.000 Km²). Mentre l'Europa sembra molto più grande di quello che effettivamente è: “solo” 10.000 Km².

Le carte geografiche sono uno dei modi più antichi di leggere e interpretare la realtà. Per secoli i governanti hanno usato carte per mantenere il controllo di un territorio e di conseguenza della popolazione che ci vive.

Anche nel mondo del retail la conoscenza del territorio è un aspetto cruciale. Solo un'attenta analisi dell'ambiente circostante consente di identificare un punto strategico per l'apertura di un punto vendita, lontano da eventuali competitor, diretti o indiretti, dove si concentrano molti e profittevoli clienti.

 

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Mappare i dati geospaziali con la Business Intelligence per il Retail

In tempi più recenti, Google e social network come Facebook, Twitter o Instagram hanno posto l'accento sulla geolocalizzazione per fornire ai propri utenti contenuti inerenti al posto in cui si trovano. Inoltre, con l'aumento vertiginoso di acquisti online anche attraverso i dispositivi mobili, i dati di navigazione contengono informazioni spaziali che arricchiscono di gran lunga il profilo del cliente, aprendo la strada anche a integrazioni con altre fonti come i rilievi socio demografici e sulla distribuzione del reddito provenienti dalla statistica ufficiale.

Risultato: più dell'80% dei dati sono associati a informazioni spaziali, ma i grafici tradizionali non sono i più adatti a rappresentare questo tipo di informazioni, specie in ambito Big Data dove alla quantità si unisce anche l'eterogeneità. Per questi motivi è essenziale non solo implementare una strategia di Business Intelligence per il Retail che metta a disposizione metodologie e strumenti per l'integrazione dei dati arricchendo le informazioni a disposizione, ma anche costruire mappe in grado di intercettare nuove necessità di analisi delle informazioni da diverse fonti, tradizionali e non.

I vantaggi di una mappatura geografico-spaziale

I dati sui clienti, come codice postale, indirizzo, età, sesso, possono essere completati con dati GPS raccolti anche in real time per ricostruirne gli spostamenti quotidiani oppure possono essere incrociati con i punti d'interesse della zona per mappare le loro abitudini alimentari, sportive e tanto altro ancora.

Mappare le abitudini delle persone tramite la Business Intelligence

Questo consente un lungo passo in avanti in molti ambiti fondamentali per la crescita e il successo del business:

  • Espansione territoriale: i dati geospaziali rappresentano una marcia in più per identificare i competitor sul territorio, consentendo di individuare la zona ideale per l'apertura di un nuovo punto vendita. Se poi a questo si aggiunge la possibilità di conoscere dove si trovino esattamente i clienti che vogliamo raggiungere, si aprono nuovi scenari per aumentare a 360° la profittabilità di un'attività.
  • Vendita: l'analisi geospaziale è utile non solo per aprire nuovi store, ma anche per pianificare l'inventario. Conoscendo i dati degli abitanti in una certa zona (o comunque dei principali acquirenti) è possibile offrire tipologie di prodotti pensate appositamente per loro. Basti pensare a come può cambiare, anche in una stessa città, l'età media o la composizione etnico-culturale a seconda della zona di riferimento. Con i dati geolocalizzati è possibile quindi pianificare gli assortimenti e anticipare le esigenze delle comunità locali in maniera rapida, efficace e soprattutto profittevole.
  • Logistica: l'integrazione di dati spaziali può portare un vantaggio competitivo su più fronti riguardanti il movimento delle merci. Ottimizzare i percorsi per il loro spostamento; gestire al meglio i magazzini dislocati in diversi punti del territorio; monitorare eventuali guasti delle infrastrutture e intervenire in maniera precisa e puntuale, abbassando notevolmente i costi di manutenzione.
  • Marketing: grazie alla possibilità di disporre di tutta una serie di dati identificativi dei consumatori è possibile attuare una più precisa segmentazione. Di conseguenza, come per la pianificazione dell'inventario, è possibile pensare a strategie ad hoc per ciascuna zona di riferimento. La costruzione di campagne comunicative sempre più mirate può quindi avvalersi di contenuti differenziati sui diversi canali a disposizione e in funzione di differenti località.

Usare i dati in mappe interattive a supporto delle decisioni

Per raggiungere questi obiettivi le mappe tornano protagoniste: nella prospettiva della Business Intelligence quando si parla di mappe facciamo riferimento a mappe interattive, ricche di informazioni, che ai dati spaziali ne uniscono altri consentendo di avere una visione completa.

Grazie alla fruizione di mappe puntuali o tematiche, i retail manager possono selezionare parti di territorio su cui focalizzarsi e arrivare a un livello di dettaglio molto profondo, possono filtrare in base a informazioni esterne alla mappa, incrociare i dati spaziali con altri provenienti da altre fonti, fare analisi e scoprire pattern altrimenti non intelligibili.

Definire le strategie in base alla mappatura dei dati geospaziali

Usabilità, navigabilità e dinamicità: grazie a queste tre componenti le mappe acquistano un nuovo valore e diventano un'arma in più per il business retail.

Essenziale per la costruzione di una mappa è la scelta di come proiettare le informazioni e di come queste si integrino fra loro e con il territorio sottostante. L’impostazione è parte integrante del punto di vista che si vuole assumere e influenza, inevitabilmente, anche l’analista. Pertanto è fondamentale costruire una mappa che risponda al meglio alle esigenze del management affinché sia un supporto coerente alle decisioni. La mappa è determinata e determina una visione del mondo. Basta vedere come Marcatore abbia influenzato per secoli milioni di persone. Noi compresi!

Mappare i dati geospaziali ti permette di mantenere il business sempre un passo avanti agli altri. Inoltre, devi considerare che esistono molti altri indicatori utili a monitorare l'andamento del business e definire le strategie nel settore retail che riguardano vendite, logistica e marketing. Per aiutarti, abbiamo deciso di raccogliere in un unico ebook i principali KPI che ogni retail manager deve assolutamente conoscere. Puoi trovarli nella guida completa alla Business Intelligence per le aziende, assieme a tante altre informazioni utili per l'analisi di business e per la presa delle più corrette decisioni aziendali:

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