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Le 3 ricette dell'IoT per migliorare la Big Data Analytics

Davide Avella,

Le 3 ricette dell'IoT per migliorare la Big Data Analytics

Nelle ricette che utilizzano l'Internet of Things vanno a mescolarsi alcuni ingredienti oggi molto importanti: dispositivi, dati e connettività. Ma, come gli chef ben sanno, a seconda dell'origine della materia prima, dei dosaggi e delle modalità di preparazione, gli esiti delle ricette possono essere molto diversi. E chissà quante combinazioni diverse possono scaturire dagli almeno 50 miliardi di oggetti connessi che, secondo una nota stima di Cisco, si conteranno nel 2020 su scala planetaria: tecnologie da polso come gli smartwatch e i bracciali per il fitness, o domestiche come gli smart speaker e i termostati controllati da remoto, ma anche sistemi di controllo e automazione industriale, droni, robot e sensori.

Indubbiamente l'IoT sta contribuendo alla crescita tumultuosa dei Big Data, ma dove vanno a finire questi impetuosi flussi di input e informazioni? Detto banalmente: a che cosa possono servire, qual è il loro valore?

 

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Gli oggetti connessi si stanno facendo largo nelle nostre vite quotidiane, in forma di dispositivi "consumer" indossabili o da salotto, che ci aiutano ad allenare il corpo e a organizzare la nostra giornata.

Ma stanno anche cambiando il modo in cui si opera nell'ambito dell'industria, dell'agricoltura, dell'energia, delle smart city, del retail, della medicina. In certi casi la tecnologia è evidente o addirittura esibita, in altri lavora nell'ombra del dietro le quinte. La "produzione" dell'Internet delle Cose non potrebbe essere più variegata, fra dati strutturati, non strutturati (immagini e video, soprattutto), in real time, comportamentali e contestuali.

In questo pot-pourri di possibilità c'è però un aspetto comune: i dati prodotti, raccolti e trasmessi dai terminali IoT possono diventare estremamente preziosi. Ma solo se le aziende imparano a comprenderli, trasformandoli in insight. Gli analytics dei dati IoT possono aiutare le aziende a fare un grande salto di qualità o addirittura a trasformare il proprio business, principalmente in tre modi.

1. Per dire addio ai guasti e alle interruzioni

IoT e Big Data Analytics | Mai più interruzioni

Una declinazione forse poco nota del fenomeno è l'Industrial Internet of Things, in cui le tecnologie informatiche si sommano a sistemi SCADA, sistemi di controllo distribuito, controller logici, reti interne e altro ancora. Tutto può essere tradotto in metriche precise e create in tempo reale: il funzionamento delle linee di produzione, i consumi energetici, i movimenti delle merci, le scorte in magazzino. E per un'azienda eseguire monitoraggi più completi, accurati e aggiornati significa prendere migliori decisioni, che si tratti di sostituire un apparato o di modificarne i parametri.

In particolare, sta prendendo piede la manutenzione predittiva, cioè quel tipo di manutenzione eseguita prima che un problema si presenti effettivamente: invece di aspettare che un macchinario si rompa, è possibile procedere tempestivamente alla sua riparazione o sostituzione. In questo modo la fabbrica non è costretta a interrompere i lavori. In altri casi a non doversi fermare è un mezzo di trasporto, come quelli di Trenitalia: da un paio di anni l'operatore ferroviario ha adottato una soluzione di manutenzione predittiva basata su sensori (installati su freni, motori e batterie del treno) e su software di analytics che creano statistiche e vanno a caccia di anomalie.

2. Per lavorare meglio, in tutti i sensi

IoT e Big Data Analytics | Lavorare meglio, in tutti i sensi

Ottimizzare i processi di produzione significa risparmiare tempo e denaro, ottenere di più con minore sforzo e, in ultima analisi, spingere la crescita dell'azienda. Questo non è certo un mistero, ma forse serve qualche esempio per chiarire il ruolo dell'IoT in tutto ciò.

Un colosso dell'industria chimica come Basf sfrutta gli oggetti connessi per mettere in comunicazione le proprie unità operative, allineando perfettamente le richieste del dipartimento di pianificazione, della produzione, del magazzino e della logistica.

In alcuni cantieri particolarmente all'avanguardia, invece, si iniziano a vedere sulla testa del personale degli "elmetti smart" con visori, microfoni, videocamere e software, che permettono di comunicare a distanza fra colleghi e di fare manutenzione in realtà aumentata.

Alcune aziende, specie negli Stati Uniti, invece spingono i propri dipendenti a tenersi in forma premiandoli con benefit di vario tipo quando i loro bracciali fitness registrano progressi e obiettivi raggiunti.

3. Per ottenere clienti più felici

IoT e Big Data Analytics | Per clienti più felici

Un po' come nelle relazioni d'amore o di amicizia, anche nel rapporto fra aziende e clienti è importante imparare a comprendesi e ad assecondare le necessità altrui. L'Internet of Things può migliorare la customer experience in molti modi, a partire dai quattro evidenziati da un recente studio di Forrester Research.

  • Numero uno: avvisando se è il caso di riassortire un prodotto, prima di aver perso un guadagno o scontentato un cliente. A questo servono, per esempio, i sensori che rilevano se le scorte di cibi o bevande di un distributore stiano per esaurirsi, oppure quelli di un robottino aspirapolvere che avverte quando è quasi arrivato il momento di sostituire una batteria.
  • In secondo luogo, l'IoT può consentire esperienze d'uso più personalizzate: si pensi a un frigorifero o a un forno capaci di "comunicare" con il loro proprietario a distanza, attraverso un'app, avvisandolo in caso di problemi o consumi eccessivi.
  • Terzo vantaggio: migliorare progressivamente il prodotto o servizio in modo mirato e sulla base di dati reali, per esempio con aggiornamenti software che correggono difetti o aggiungono funzionalità.
  • Infine, osserva Forrester, le aziende possono sfruttare i sensori per proporre servizi di tipo nuovo, come quelli basati sulla geo-localizzazione (il bike sharing, per esempio) o sul concetto di pagamento a consumo. Citiamo anche la logistica: colossi come Unilever tengono d'occhio le operazioni di consegna dei guidatori attraverso il Gps dei loro smartphone e con un'app (Truck Advisor), potendo inviare notifiche e prevedere ritardi nel recapito della merce.

L'adozione dell'Internet of Things è già una realtà per molti settori industriali e dell'economia. Per l'anno 2020 Oracle prevede che dagli oggetti smart derivi un volume di 4.400 miliardi di GB: serviranno strumenti e metodi, ma anche professionisti in grado di trasformarli in valore.

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