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Le tendenze della Business Intelligence per il 2019

Davide Avella,

Tendenze Business Intelligence per il 2019

Quali sono le nuove tendenze per la Business Intelligence del 2019 che bisogna proprio conoscere? Di sicuro conosciamo quelle che nel corso del 2018 hanno profondamente segnato l’assetto tecnologico aziendale, il business making e il marketing operativo, ridisegnando un nuovo profilo nello skyline dell’economia digitale.

Veniamo al punto. Il grande focus della Business Intelligence 2018: Big Data. Obiettivi: riuscire a domare l’enorme flusso costante di dati grezzi ed eterogenei generati da Internet, applicazioni connesse, Internet delle cose, social network, transazioni bancarie ecc. Insomma, da qualsiasi azione che ogni giorno compiamo senza accorgerci neanche che stiamo generando dati e informazioni. Informazione che sono estremamente preziose per le aziende.

 

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Perché una cosa è certa: fare il nuovo marketing è ormai una priorità assoluta per le imprese che vogliono restare competitive, soprattutto in un momento di crisi. Quindi, modernizzare mindset e infrastrutture tecnologiche con software intelligenti e le loro dashboard intuitive e semplici da utilizzare. Strumenti di Business Intelligence con i quali gestire la mole dei dati in cui stiamo “annegando” e ricavarne “diamanti”, ovvero informazioni di valore su consumatori, prodotti e servizi; costi e ricavi... solo per fare degli esempi. E tutto questo a portata di chi non ha esperienza di analisi o alcun background IT, ma che può usufruire di dati “puliti” e pronti all’uso grazie a strumenti automatici o semiautomatici.

“Big Data”: come domarli con la Business Intelligence

Ci siamo accorti tutti della presenza massiccia dei “dati”, vero? Già solo dalle vicende recenti legate alla tutela delle privacy. Ma in realtà c’è da altro da dire sui dati, e cioè che sono un bel patrimonio per ogni azienda. Una fonte inesauribile che non facciamo altro che generare. Dall'invio di una mail alla visita di un sito web, generiamo dati continuamente e in tanti modi. Dati che contengono informazioni “nascoste”e che tutti vorremmo scoprire per avere conoscenza del nostro target di consumatori e delle loro preferenze; per fare previsioni, pianificare strategie di marketing sempre più mirate e vincenti. Il potere dei dati è enorme! Rappresentano, infatti, una preziosa fonte di conoscenza sterminata sulla quale costruire efficaci strategie di marketing.

Del loro potenziale si sono accorte aziende di ogni calibro che hanno compreso l’importanza e l’urgenza di colmare quel gap emerso tra l’immensità dei dati acquisiti e l’incapacità di domarli, ovvero di analizzarli ed elaborarli in modo semplice e internamente, senza ricorrere ad altre risorse specializzate.

Perché parliamo di gap? Perché è ovvio che un divario si crea naturalmente tra gli eserciti di dati eterogenei, provenienti da ogni fonte e in ogni formato (web, applicazioni software, oggetti collegati alla rete, carte, bancomat e transazioni bancarie ecc.), che crescono in quantità e qualità a tassi esponenziali, e i mezzi tecnologici ancora inadeguati. A questo proposito, già nel 2018 abbiamo assistito al lento ma inesorabile ingresso della Business Intelligence nelle piccole, medie e grandi imprese per far fronte ai Big Data.

Cosa raccontano i Big Data?

I Big Data fanno luce su tante “zone d’ombra” che ogni marketer anela a illuminare: tipologie di consumatori; trend nei consumi di servizi e prodotti; correlazioni tra prodotti e processi d’acquisto; relazione marca-consumatore nei diversi touchpoint del customer journey. Insomma, è evidente che “faccia gola” riuscire a mettere le mani su queste informazioni. A patto che si riesca a gestire la quantità dei dati e a ricavarne valore. Perché se è vero che sono una fonte sterminata di “dettagli” che è meglio conoscere, è anche vero che per loro natura i dati non sono gestibili da infrastrutture tradizionali.

E proprio nel corso del 2018 si è visto come con i software di Business Intelligence si possa domare questo flusso costante di dati grezzi, strutturati e non, per andare a scavare dove serve. Dove possiamo trovare quelle informazioni che ci aiutano a fare previsioni e ad anticipare bisogni e criticità; analizzare il comportamento dei consumatori oppure il costo variabile delle materie prime; stimare i margini di vendita; misurare brand awareness, tassi di conversione, visite al sito Web, interazioni sui social media. Insomma, tutti quei KPI vitali per prendere decisioni rapide, più oggettive e vantaggiose anche in termini di costi. Qualsiasi scelta sulla base dell’analisi è motivata, oggettivata e sostenuta da dati concreti.

Parlare di Big Data, però, non vuol dire parlare soltanto della mole immensa dei dati, perché la trasformazione in corso è ben più profonda. E infatti dalle tendenze BI 2019 spuntano nuovi bisogni, sebbene già profilati nel 2018. Si fa sentire la necessità di affinare l’analisi e semplificare la lettura dei dati; renderli accessibili in tempo reale e poterli consultare, condividere e spiegare in modo rapido ai collaboratori, anche senza essere tecnici IT.

Fra le tendenze BI 2019 si riconferma la necessità di uno spazio virtuale capace di tener testa alle grandi quantità di dati da archiviare, consultare e mantenere in sicurezza. Una tendenza che già nel 2018 ha portato all'esodo di molte aziende verso l’ambiente Cloud. Nel 2019 si consolida la ricerca di soluzioni multi-cloud per migliorare la “capacità” di archiviazione e la gestione dati, adattando le soluzioni di Business Intelligence ai nuovi task, in un regime di sicurezza.

I trend della Business Intelligence per il 2019

Quali sono le tendenze BI 2019 che conviene tenere sott'occhio per ottimizzare le strategie di data-driven marketing? Alcune delle più importanti tendenze in ambito Business Intelligence puntano a una maggiore praticità nella gestione, visualizzazione e condivisione dei dati. Dati pronti all'uso e semplici da “leggere” anche per i non addetti ai lavori. E proprio a loro consigliamo questo ebook gratuito: una “Guida alla Business Intelligence per le aziende”, che spiega cos'è e come fare Business Intelligence.

AI e Machine Learning

Nel 2019 ci si avvarrà sempre più del supporto di sistemi di Intelligenza Artificiale e Machine Learning. L’obiettivo è quello di riuscire a elaborare dati in modo più rapido e accurato, ma soprattutto automatizzato. Con l’intelligenza Artificiale sarà possibile fare analisi molto più avanzate e specifiche; elaborare e processare ad alta velocità ingenti mole di dati strutturati e non strutturati, generati in tempo reale; evolvere dai dati statici all’analisi proattiva; prevedere tendenze e fare correlazioni; anticipare anomalie che le aziende possono correggere subito; migliorare la qualità delle informazioni.

Con gli strumenti di BI le aziende hanno l’opportunità di scegliere la fonte dati che si vuole analizzare e visualizzare i dati processati per ottenere informazioni su tendenze; fare previsioni, correlazioni e intercettare anomalie. Con il Machine Learning (branca dell’Intelligenza Artificiale) si potrà delegare tutto il lavoro di programmazione alle “macchine”, istruite per prendere decisioni in modo autonomo a partire dai dati ricevuti, riducendo così al minimo l’intervento umano e favorendo un enorme risparmio in termini di tempo e risorse.

Data visualization e storytelling

Si tratta di due delle più interessanti e nuove tendenze BI 2019. Quelle che sdoganano i dati sia da un punto di vista della visualizzazione sia per quanto riguarda la loro “narrazione”, per una migliore condivisione tra tutti i collaboratori interni all’azienda. Data visualization significa adottare tecnologie Business Intelligence, come ad esempio Qlik o Tableau, costruite per elaborare dati provenienti da diverse fonti; analizzarli e visualizzarli in dashboard aziendali; generare report e grafici in grado di semplificare la “lettura” e renderli fruibili mediante grafici interattivi. Semplicemente digitando query da interfacce digitali.

Non è un mistero che proprio in virtù della loro natura grezza ed eterogenea i dati richiedano software in grado di domarli. E questa è la sfida della Business Intelligence! Ma una volta trovata la chiave di lettura, se non riusciamo a tradurli in informazioni fruibili, e a comunicarli, non avremo centrato l’obiettivo. Una delle sfide e tendenze BI più importanti nel 2019 è proprio quella di ottimizzare e affinare le strategie di marketing sulla base di previsioni, tendenze e opportunità create dalla lettura e condivisione dei dati elaborati, mostrando passo passo quei processi compiuti per ottenere le informazioni di valore (storytelling dei dati).

Self-analytics per la Business Intelligence

Già nel 2018 la Business Intelligence nelle aziende sono entrate le soluzioni self-service fornite da software che hanno semplificato l’analisi dei dati aziendali e l’elaborazione di report visivi e pianificabili in momenti precisi. Fra le tendenze BI 2019, quella di implementare ancor più la tecnologia ‘self-analytics’ con dashboard flessibili e interattive, trasferendo gran parte dell’attività di analisi al personale dell’azienda. Senza dover dipendere da specialisti IT. E con i software è possibile accedere da tutti i dispositivi migliorando lo scambio di informazioni, i processi decisionali e la risoluzione tempestiva delle criticità.

L'Internet of Things (IoT)

Una trasformazione in corso, una delle nuove tendenze BI 2019 che sta emergendo sempre di più, riguarda l’“Internet delle cose” (Internet of Things, IoT), ovvero l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, sfruttando tecnologie per la connessione in rete di oggetti, appunto, e dispositivi che scambiano dati in modo autonomo e indipendente da comandi intenzionali.
Fino ad oggi le aziende non hanno mostrato troppo interesse nell’analisi dati IoT, anche perché poco preparate. Ma per il 2019, invece, si prevede un maggiore interesse anche a questo tipo di analisi di dati generati da oggetti. Parliamo di tutti quegli oggetti dotati di sensori, come lettori di codici a barre, fotocamere, microfoni, posizione GPS, bussole ecc.; dispositivi di elaborazione connessi come i router, accesi e configurati senza altro intervento; impianti domotici o di automazione (elettrodomestici e strumenti diagnostici); dispositivi smart, dalla tv agli orologi.

Con la Business Intelligence si potranno fare analisi interessanti sul comportamento dei consumatori, ottenere informazioni di valore da dare agli stessi consumatori, sul funzionamento o manutenzione dell’oggetto dopo l’acquisto del prodotto, oppure creare nuovi servizi utili e graditi. L’acquisizione dei dati prodotti dalle “cose” consente, infatti, di conoscere l’esperienza d’acquisto e le reazioni dei consumatori; affinare le analisi di mercato e personalizzare prodotti e servizi in base alle esigenze di ciascun cliente, anticipandone le preferenze.

Hai già iniziato a sfruttare la Business Intelligence?

Disse Emerson, filosofo americano dell’800: “Non è grande chi può alterare la materia, ma colui che può alterare il mio stato mentale”. Ed è proprio così perché ogni rivoluzione parte da dentro per fiorire all’esterno con azioni pratiche e risultati concreti. Le tendenze BI 2019 puntano a far luce su una nuova economia digitale, quella che sfrutta la Business Intelligence per ottenere un vantaggio competitivo e arrivare prima degli altri, o dove gli altri non riescono ad arrivare. 


È evidente come nelle aziende si stiano facendo largo strumenti di Business Intelligence, tool da utilizzare per fare quello che tutti cerchiamo di fare da sempre: aumentare il volume di affari. A maggior ragione, in un momento in cui la pressione del risultato è molto forte. Da dove puoi iniziare? Scaricando il nostro ebook gratuito “Guida alla Business Intelligence per le aziende”, cliccando sul pulsante qui sotto!

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