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Qual è la differenza tra Big Data e Business Intelligence?

Davide Avella,

Big Data vs Business Intelligence

So chi sei. Dove vivi, cosa mangi, dove sei stato in vacanza e quando torni da lavoro. Cittadino della Digital Era, io ti conosco: è tutto scritto, da Te!

Oggi, di fatto, sul pianeta Terra ci sono circa 7,5 miliardi di fonti che continuano a produrre informazioni, a generare un flusso continuo e costante di dati, sempre più spesso reperibili online. Senza considerare il contributo delle fonti “inanimate”, come macchinari o sensori, che inviano senza sosta numeri e dati ai sistemi aziendali: sono questi i famosi Big Data? E cosa significa Business Intelligence? Infine, qual è la differenza tra Big Data e Business Intelligence?  Vediamo di fare un po’ di chiarezza!

 

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Stiamo parlando di una mole mastodontica di informazioni che talvolta non può essere immagazzinata e gestita proprio perché il rapporto tra volume generato e capacità dei sistemi hardware/software di assimilarlo è oramai impari; si richiede dunque una potenza di calcolo parallelo e massivo con strumenti dedicati eseguiti su decine, centinaia o anche migliaia di server. Ma andiamo con ordine.

I Big Data: un flusso continuo di informazioni

I Big Data: un flusso continuo di informazioni | Big Data e Business Intelligence

Si parla di Big Data quando si ha un insieme talmente grande e complesso di dati che richiede la definizione di nuovi strumenti e metodologie per estrapolare, gestire e processare informazioni entro un tempo ragionevole; i Big Data spiccano per caratteristiche e proprietà evidenti, che si riassumono nelle famose 3V:

  • Volume: è la V che più ci riesce associare ai Big Data perché, be’, il loro volume può risultare davvero grande. Ciò di cui sto parlando sono quantità di dati che raggiungono proporzioni difficilmente immaginabili.
  • Velocità: in questo contesto, le informazioni si caratterizzano per l’elevata rapidità con cui sono generate ed elaborate al fine di soddisfare le richieste e le sfide che si trovano nel percorso di crescita e sviluppo delle aziende.
  • Varietà: ormai i dati non si riducono più a vecchie righe e colonne o unioni di database. Escono costantemente nuovi formati di file (audio, video, ecc.) di cui dover tener conto nella raccolta e analisi delle informazioni.

 

I dati possono entrare in azienda proveniendo dalle fonti più disparate: dai clienti, dai dipendenti stessi, dai macchinari industriali, dai social media, da tutto ciò che comunica delle informazioni, in particolar modo tramite ingenti flussi continuativi.

Tutte queste informazioni sono ovviamente ad altissimo potenziale comunicativo, commerciale e strategico se opportunamente estrapolate, selezionate e rielaborate in una prospettiva funzionale a quello che è il tuo business. Ed è qui che entra in gioco la Business Intelligence.

Finora abbiamo parlato del Cosa, adesso scopriamo il Come, dato che i sistemi digitali generano più dati che mai e sono necessari nuovi approcci per gestire e archiviare questi dati.

La Business Intelligence: leggere i dati per guidare le decisioni

La Business Intelligence: leggere i dati per guidare le decisioni | Big Data e Business Intelligence

La Business Intelligence può servirsi di flussi di dati di qualsiasi dimensione per analizzarli e visualizzare informazioni cruciali, in relazione all’utilizzo che se ne intende fare.

Le aziende, a prescindere dalle dimensioni, possono beneficiare di ciò che la BI ha da offrire: informarsi sulle opzioni disponibili aiuta a scoprire la soluzione che può economicamente, efficientemente e abilmente aggiungere valore alla tua organizzazione su base coerente.

Il plus della BI sta nel trovare il modo di individuare e rendere percepibili i segnali nascosti, contestualizzandoli in un quadro che permetta di interpretare il significato dei dati attraverso una visione approfondita del passato e del presente; in tal modo è possibile identificare gli schemi che determinano comportamento e prestazioni delle funzioni aziendali.

Questo processo digerisce i flussi di dati in un modo che è più facile da comprendere e indica più chiaramente le azioni necessarie basate su tali dati: un percorso di valutazione supportato da strumenti di Data Visualization che consentono di guidare le decisioni verso una maggiore efficienza e maggiori profitti.

 La BI è dunque la chiave di lettura ottimale per capire cosa è successo e cosa sta succedendo, offrendo soluzioni che aiutano a identificare schemi di comportamento significativi e correlazioni tra le variabili entro un complesso insieme di dati, strutturati e non strutturati, storici, attuali e potenziali.

Un passo oltre: la Business Analytics

Un passo oltre: la Business Analytics | Business Intelligence vs Big Data

E se volessi spingerti oltre? Esistono strumenti di Advanced Analytics che permettono di raccogliere e studiare le informazioni in tempo reale, persino di predire comportamenti e trend futuri. L’analisi predittiva è una sottocategoria della Business Analytics: riuscire a padroneggiare queste tecnologie significa godere di un vantaggio competitivo enorme. Infatti, integrare nelle strategie di business le informazioni derivanti dagli studi su ipotetici futuri significa poter individuare i trend prima ancora che questi si formino.

Gli Advanced Analytics sono un insieme di tecniche (predictive analysis, data/text mining, machine learning, sentiment analysis, reti neurali) che permettono di comprendere meglio comportamenti e preferenze dei consumatori attraverso l’analisi di grandi masse di dati.

 

Oggi gestire un’azienda e renderla competitiva vuol dire soprattutto organizzare, controllare e sfruttare i Big Data in funzione dei propri obiettivi attraverso gli strumenti più adeguati. 

Se vuoi conoscere in dettaglio come poter fare leva sui Big Data e migliorare la competitività della tua azienda, scarica gratuitamente l'eBook “Innovare a far crescere l’azienda grazie ai Big Data”! Ti basta un clic!

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